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Daniele Sparisci, inviato a Silvrstone

A Silverstone la pole di Lewis smentisce i pronostici, Russell: «Ci sono cose che non hanno senso»​

Le teste si muovono a ritmo nel giardino del re, seguono movimenti velocissimi in un’armonia perfetta. Urli, boati a ogni passaggio, incredulità, è un’energia contagiosa. «Vale almeno due decimi» assicura Hamilton, unico pilota in attività ad avere un rettilineo a lui dedicato. Era arrivato frenando facili illusioni, protestando per la parata con le macchinine Lego (che alla fine sarà costretto a fare), anche quest’anno aveva invitato la squadra per un barbecue. A casa sua ha acceso la Ferrari ribaltando i pronostici e le teorie tecniche secondo le quali su una pista di motore la Rossa avrebbe dovuto soffrire la carenza di cavalli. «Mi avevano spaventato dicendo che avrei perso sei decimi sui rettilinei rispetto ai migliori — racconta —, e invece eravamo lì a lottare con la Mercedes, alla fine delle prove libere credevo non sarebbe stato reale, che avrebbero alzato la potenza…». E invece Lewis è stato sempre davanti in ogni sessione, roba da non credere, fino alla pole valida per la Sprint, la garetta che oggi svelerà parecchio sulle ambizioni della Ferrari. «Già, è stata una sorpresa fantastica, mi sento in estasi davanti a questa gente, non ci aspettavamo di poter competere per la prima fila». Antonelli è stato battuto per 11 millesimi, un soffio, impressionato dalle prestazioni dei rivali. Russell quinto: «Hanno fatto un passo avanti enorme, sono stupito da quanto hanno guadagnato sul dritto, vanno come noi o addirittura meglio».