Vivere in un condominio non cancella i diritti di chi si trova in condizioni di disagio economico, ma troppo spesso la complessità burocratica o la mancanza di informazioni chiare spinge le famiglie a rinunciare a ciò che spetta loro per legge. Tra i benefici assistenziali meno reclamati, ma economicamente più significativi sul bilancio domestico, spicca senza dubbio il bonus acqua. Per chi possiede un’utenza diretta, ovvero un contatore dell’acqua intestato a proprio nome, la procedura è immediata e lo sconto appare automaticamente in bolletta. Al contrario, la situazione si complica apparentemente per chi risiede in un appartamento all’interno di un condominio provvisto di un unico contatore centrale, dove la risorsa idrica viene pagata attraverso le rate periodiche stabilite dall’amministratore. In gergo tecnico questi cittadini vengono classificati come utenti indiretti.
Il diritto ad accedere al bonus acqua sussiste integralmente anche in questi casi, anche se la mancanza di una bolletta individuale genera spesso dubbi bloccanti nei diretti interessati, che si chiedono se l’amministratore debba stornare i soldi dalle spese o se sia necessario fare una richiesta formale all’assemblea di condominio. Grazie alle disposizioni dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, le risposte a queste domande si traducono in un percorso operativo chiaro che tutela la riservatezza e le tasche del cittadino, permettendo di incassare il beneficio direttamente sul proprio conto corrente o tramite assegno, lasciando la gestione condominiale del tutto fuori dalla transazione.






