PERUGIA – Ennesima persona anziana raggirata con la storia del finto carabinieri e del parente invischiato in guai giudiziari percui sono necessari subito contanti e gioielli per tirarlo fuori. Stavolta, a cadere nel tranello è stata una signora di Ponte Felcino: i malviventi l’hanno contattata al telefono e si sono inventati che la figlia aveva investito una donna, uccidendola. Rischiava la prigione e per assisterla legalmente serviva denaro. La poveretta, che tra le altre cose era sola con la nipotina, presa dal panico ha fatto quello che le avevano chiesto i delinquenti, che per convincerla a farsi dare i soldi e i monili l’hanno imbottita di chiacchiere per oltre un’ora. Nel frattempo sembra che siano stati isolati tutti i telefoni della casa, compreso quello della domestica. Il resto è cronaca. E quando è venuta fuori l’amara verità era ormai troppo tardi. Alla famiglia non è restato che sporgere denuncia ai carabinieri. Intanto il tenente colonnello Maurizio Laurito, comandante del Reparto operativo dei Carabinieri di Perugia, torna a chiarire alcuni punti chiave di queste truffe orchestrate ai danni delle persone più fragili, come gli anziani, e ci ricorda alcune regole per non farsi ingannare. "Prima di tutto – spiega - le forze dell’ordine non chiedono mai danaro o gioielli. E’ remota anche l’eventualità di contattare i nostri interlocutori da un telefono fisso, ma se dovesse accadere i toni del nostro personale sono sempre garbati mai aggressivi o inquisitori, tali da ingenerare ansia o pressione. Altra regola: non fornire mai per telefono nominativi, credenziali, numeri perché con le nuove tecnologie è molto facile risalire ai conti correnti per poi depredarli – avverte il colonnello Laurito -. Una volta che ci si rende conto di essere stati ingannati sporgere subito denuncia alle forze dell’ordine".
L’Arma avverte: "Non chiediamo mai i soldi"
PERUGIA – Ennesima persona anziana raggirata con la storia del finto carabinieri e del parente invischiato in guai giudiziari percui...









