Monza, il consulente del Policlinico: mai operazioni non necessarieRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguici"Quando un ortopedico riceve un paziente che lamenta disturbi o una situazione invalidante, il suo obiettivo è cercare di aiutare a risolvere il problema. Quando il chirurgo decide di intervenire è perché si trova di fronte al fallimento delle terapie conservative". Il consulente tecnico nominato dalla difesa del Policlinico di Monza, chiamato come responsabile civile al processo al Tribunale di Monza sulle presunte lesioni gravi ai pazienti a cui sono state impiantate le protesi, nega la ricostruzione del consulente tecnico della Procura secondo cui in alcuni casi le protesi sarebbero state impiantate anche se non necessario.
"Il consulente della Procura ha valutato le situazioni basandosi su elementi strumentali e sulle risposte ai questionari sottoposti ai pazienti dopo anni dagli interventi chirurgici, quindi basandosi su incongruenze per giungere alle sue conclusioni - ha sostenuto il consulente del responsabile civile -. La protesi non è una terapia anti dolore, spesso però porta i pazienti a non avere più dolore, le infiltrazioni sono come l’olio per non fare grippare il motore ma non sono risolutive, la fisioterapia può servire nelle fasi iniziali ma poi si arriva all’indicazione protesica. I medicinali possono aiutare, ma non possono essere assunti per sempre". L’inchiesta della Procura di Monza sulle protesi al ginocchio Ceraver ha inizialmente aperto il coperchio su reati di corruzione per cui il chirurgo ortopedico Marco Valadè e il collega Fabio Bestetti hanno patteggiato pene tra i 3 anni e 4 mesi e i 2 anni e 8 mesi. Al dibattimento, invece, per il luminare della chirurgia ortopedica in servizio alla clinica Zucchi di Monza, Claudio Manzini, per l’ex responsabile commerciale Ceraver per la Lombardia, Marco Camnasio, e per tre francesi dirigenti Ceraver c’è stata l’assoluzione dall’accusa di associazione per delinquere e la prescrizione di tutti gli altri capi di imputazione per l’ipotesi di reato modificata da corruzione "per atti contrari ai doveri di ufficio" in corruzione "per l’esercizio della funzione".






