Un confronto sulle prospettive del settore ceramico italiano e sulle prossime decisioni europee in materia di clima ed energia. Nella sede di Confindustria Ceramica il consiglio dell’associazione ha incontrato gli eurodeputati Nicola Procaccini e Stefano Cavedagna in vista dell’importante scadenza del 15 luglio. Per allora, infatti, la Commissione europea presenterà la proposta di revisione della direttiva ETS (Emission Trading System), il meccanismo che disciplina le emissioni di CO2, che sarà successivamente esaminata dal Parlamento europeo.
Come noto, Confindustria Ceramica chiede una revisione rispetto ad un sistema che, dovesse restare quello in essere, comporterebbe per il settore ceramico costi che passerebbero dagli attuali 70 a 150 euro l’anno. "Per questo – ha detto Graziano Verdi, vicepresidente di Confindustria Ceramica e presidente del CET, la Federazione europea del settore - la nostra associazione con tutti gli altri produttori della UE ha chiesto di sostenere l’introduzione di parametri dedicati, in grado di garantire un’applicazione più equa del sistema ETS". Anche i due eurodeputati, che hanno evidenziato le storture di un sistema "la cui revisione – ha detto Procaccini – è un passaggio decisivo per salvaguardare la competitività del sistema produttivo europeo". Ancora più netto Cavedagna: "È tempo di bloccare e rivedere l’ETS: le nostre imprese non possono essere vittime delle follie ideologiche del Green Deal, mentre i concorrenti indiani e cinesi producono con regole molto meno stringenti".






