Non è una campanella a dare il via al nuovo anno scolastico. Stavolta tutto comincia molto prima, in uffici, telefonate, riunioni e tabelle da riempire. Perché prima ancora che arrivino i bambini, bisogna trovare aule, educatori e spazi. È la sfida del progetto regionale "Scuole aperte", che a Rimini entra nella fase decisiva e punta ad accompagnare le famiglie dal 31 agosto al 14 settembre, con attività gratuite dalle 8.30 alle 12.30 dedicate agli alunni che a settembre frequenteranno dalla seconda alla quinta elementare. La platea potenziale è di circa 525 bambini, ma quanti potranno davvero essere accolti dipenderà dalle disponibilità che si stanno definendo in questi giorni.

Il Comune ha intensificato il confronto con i dirigenti scolastici, gli enti gestori dei centri estivi e le cooperative che impiegano educatori, compresi quelli specializzati nell’inclusione. L’obiettivo è costruire un servizio che quest’anno nasce in tempi molto stretti e deve fare i conti con una serie di ostacoli organizzativi. Dalle scuole statali arrivano i primi riscontri. Due dei sette istituti comprensivi hanno già confermato la volontà di collaborare ma anche evidenziando disponibilità limitate. Alcuni plessi potranno aprire, altri resteranno chiusi per la presenza di cantieri estivi o perché impegnati nelle attività preparatorie dell’anno scolastico. Anche dove sarà possibile partire, non tutte le sedi o le classi potranno essere utilizzate. Le altre cinque scuole formalizzeranno la propria posizione nei prossimi giorni, ma dai contatti informali emerge un quadro simile. Più rapida la risposta delle scuole paritarie. Tre istituti hanno già manifestato la disponibilità ad accogliere complessivamente tra i 60 e i 70 bambini, offrendo un contributo importante per ampliare l’offerta sul territorio. Il nodo principale resta però quello degli educatori. Tra enti gestori e cooperative operano circa 80 educatori nei centri estivi e altri 270 professionisti dell’inclusione scolastica lavorano nella rete composta da Il Millepiedi, Proges e Cad. Numeri consistenti che, tuttavia, si scontrano con un periodo delicato: settembre coincide con la conclusione dell’attività estiva e con le ferie programmate dopo mesi di lavoro. Per garantire il servizio serviranno due educatori ogni venti bambini e personale specializzato per gli alunni con disabilità. Parallelamente il Comune sta definendo i criteri di accesso. La precedenza sarà riservata ai bambini con disabilità certificata e ai minori seguiti dai servizi sociali. Solo dopo l’arrivo di tutte le disponibilità sarà possibile conoscere il numero effettivo dei plessi aperti e dei posti disponibili.