HomeFermoCronacaL’allarme della Cna: "Fare impresa costa sempre di più"Tomassini: "Purtropo il peso del fisco si somma all’aumento delle spese. Oltre metà del reddito continua a essere assorbito da tasse e contributi".L’Osservatorio Cna colloca Fermo al 15esimo posto della graduatoria nazionale, ma le imprese soffronoRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciLa Cna Fermo accende i riflettori sul crescente costo del fare impresa, evidenziando come la pressione fiscale, sommata all’aumento delle spese di gestione e del costo della casa, continui a rappresentare uno dei principali ostacoli alla competitività delle micro e piccole imprese. Se il territorio fermano si conferma tra i più virtuosi d’Italia dal punto di vista fiscale, secondo l’associazione oltre la metà del reddito prodotto dalle aziende, continua ad essere assorbita da tasse e contributi, con ricadute dirette su investimenti, occupazione e sviluppo. L’occasione è il Tax Free Day, che per le imprese fermane è caduto simbolicamente il 2 luglio, il giorno in cui termina il periodo dell’anno dedicato esclusivamente al pagamento di imposte e contributi. Da quel momento, idealmente, l’imprenditore inizia finalmente a lavorare per sé, per la propria famiglia e per la crescita della propria attività. L’Osservatorio Cna colloca Fermo al 15esimo posto della graduatoria nazionale, confermandola tra le realtà più competitive del Paese sotto il profilo fiscale. "Il risultato dell’Osservatorio è certamente positivo – commenta il presidente Cna Fermo, Emiliano Tomassini – ma il dato di fondo continua a dirci che oltre la metà del reddito prodotto da una piccola impresa viene assorbito dal sistema fiscale e contributivo. È una pressione che limita investimenti, innovazione, capacità di assumere e, in definitiva, la competitività del nostro tessuto produttivo". L’impresa ‘tipo’ assunta come riferimento destina infatti il 50,4% del proprio reddito complessivo al pagamento di tasse e contributi. In termini concreti, servono 192 giorni di lavoro per assolvere agli obblighi fiscali e contributivi, mentre soltanto i restanti 173 giorni sono realmente destinati alla produzione di reddito. Secondo Cna però, il fisco non è l’unico fattore che incide sulla competitività. "Le aziende sostengono quotidianamente il peso dell’energia, del credito, della burocrazia e della pressione fiscale – aggiunge il segretario generale Andrea Caranfa – ma devono fare i conti anche con un problema sempre più evidente: il caro affitti, che rende più difficile attrarre e trattenere lavoratori qualificati". L’elaborazione dell’associazione evidenzia che a Fermo il canone medio di locazione per un appartamento di 70 metri quadrati è passato da 490 euro mensili del 2019 a 580 euro del 2025, con un incremento del 18,4%. Oggi l’affitto assorbe il 34,1% dello stipendio netto medio, incidendo per oltre quattro mensilità all’anno. Per Cna è quindi necessario accompagnare la riduzione della pressione fiscale con interventi strutturali sul fronte abitativo, favorendo il recupero degli immobili inutilizzati, la rigenerazione urbana e un’offerta di alloggi a canoni sostenibili. L’obiettivo è ridurre il costo complessivo che grava su chi fa impresa e rafforzare la capacità del territorio di attrarre investimenti, lavoratori e nuove opportunità di sviluppo.