Nella rete dei carabinieri sono finiti padre e figlio, arrestati dai militari del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Sarzana. Gli appostamenti che da tempo erano stati organizzati nella zona di Calice si sono rivelati più che veritieri e alla fine della perquisizione sono spuntati otto chilogrammi di droga di diverso tipo che sarà sottoposta a analisi. Il quantitativo è comunque enorme e avrebbe ingrossato il mercato fiorente in provincia. Un campanello di allarme che le forze dell’ordine stanno seguendo con attenzione da tempo prestando particolare attenzione ai movimenti migratori dello spaccio. Non più, o comunque non soltanto, le piazze di spaccio tradizionali in centro ma un costante girovagare nel territorio cercando zone poco frequentate dove potersi muovere lontano da occhi indiscreti. Ma non da quelli dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Sarzana coordinati dal maggiore Marco Da San Martino. In trappola sono finiti padre e figlio, Francesco e Cosimo Curdì, residenti nella provincia di Bologna. La coppia è stata arrestata con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Oltre al quantitativo di droga, sigarette elettroniche Thc, sono stati sequestrati anche due telefoni cellulari e 5 mila euro in contanti che si preume possane essere parte della vendita. Il sostituto procuratore Elisa Loris ha chiesto la convalida dell’arresto al giudice per le indagini preliminari Tiziana Loris. Stamani nel carcere spezzino di Villa Andreino si svolgerà l’interrogatorio di garanzia alla presenza dell’avvocato del foro di Bologna. Massimo Merluzzi