MONTE ARGENTARIOEsposizione all’amianto, triplice vittoria del maresciallo Apicella contro lo Stato. Dopo la Corte d’Appello e la Cassazione anche il Consiglio di Stato dà ragione al militare. Ora si apre la strada al risarcimento dei danni. Ha servito lo Stato per oltre trent’anni, gran parte dei quali trascorsi nelle sale macchine delle unità navali della Guardia di Finanza, senza sapere che proprio quel lavoro avrebbe compromesso per sempre la sua salute. Oggi, dopo una lunga battaglia giudiziaria combattuta contro la stessa Amministrazione che aveva servito in divisa, il maresciallo Claudio Apicella (foto), 78 anni di Porto Santo Stefano, ottiene una nuova e decisiva vittoria: dopo la Corte d’Appello di Firenze e la Corte di Cassazione, anche il Consiglio di Stato riconosce il suo diritto all’equo indennizzo per la patologia asbesto-correlata contratta durante il servizio. La sentenza della Seconda Sezione del Consiglio di Stato accoglie l’appello dell’ex finanziere di mare, assistito dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente Osservatorio nazionale amianto, e annulla il provvedimento con cui il Ministero dell’Economia e delle Finanze e il Comando Generale della Guardia di Finanza avevano revocato il precedente riconoscimento dell’equo indennizzo. Il percorso giudiziario che ha portato alla terza sentenza a favore dell’ex maresciallo è iniziato dopo il riconoscimento della spettanza dell’equo indennizzo, inizialmente accordati dall’Amministrazione. La Corte d’Appello di Firenze ha riconosciuto il nesso tra la malattia e il servizio svolto.
Amianto, un’altra vittoria per il militare
L’uomo, 78 anni, aveva prestato servizio in Finanza. Il sì anche dal Consiglio di Stato






