"Quando le dimissioni diventano un fenomeno così concentrato nel tempo e con attori così importanti non possiamo limitarci a considerarle semplici episodi: è inevitabile chiedersi se esse non rappresentino il sintomo di un disagio più profondo, di difficoltà nei rapporti interni o di una gestione politica che fatica a garantire stabilità e coinvolgimento". A sostenerlo è il capogruppo di minoranza di Albinea Corrado Ferrari dopo che nell’ultimo consiglio comunale è avvenuta, nella lista della maggioranza, la surroga della consigliera dimissionaria Elena Fulloni (foto) con la consigliera entrante Angela Barazzoni.
"In questi due anni – sottolinea Ferrari – abbiamo assistito alle dimissioni del vicesindaco e di due consigliere di maggioranza. Inoltre il primo consigliere in graduatoria che sarebbe dovuto subentrare ad Elena Fulloni non ha accettato l’incarico lasciando il posto alla seconda in lista. Ad oggi la lista di maggioranza è rimasta con un solo consigliere di riserva sui 4 disponibili. E siamo solo ai 2/5 della consigliatura. Viene da chiedersi perché chi viene eletto con entusiasmo e fa parte di un progetto politico condiviso dopo pochi anni senta il bisogno di lasciare". Per il consigliere Ferrari il consiglio comunale "non è un luogo di passaggio: è il luogo nel quale si esercita il mandato ricevuto dagli elettori che comporta responsabilità, continuità e impegno. Ogni dimissione interrompe questo rapporto fiduciario e comporta un inevitabile costo, non economico, ma istituzionale e politico. Il gruppo dei consiglieri di maggioranza non è quello che era stato scelto dagli elettori in prima battuta".






