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Con Flashlight (Mondadori, pagg. 538, euro 24) l'americana Susan Choi, che già aveva vinto il National Book Award nel 2021 con Esercizi di fiducia (Sur), è arrivata in finale al Booker Prize 2025, e avrebbe meritato di vincerlo. I protagonisti del romanzo sono i membri di una famiglia che viene smembrata dalla Storia e dalla politica: pezzi apparentemente divisi per sempre, tanto è vero che sono i loro nomi a dare i titoli ai capitoli, come isole a sé stanti. A separarli, e a rovinare le loro esistenze, è la follia della dittatura. Serk è un coreano nato e cresciuto in Giappone fra povertà e discriminazioni, che tenta la fortuna negli Stati Uniti, mentre i suoi famigliari si lasciano allettare dalla propaganda della neonata Corea del Nord. Lui si costruisce una famiglia in America e torna dopo anni in Giappone, come docente universitario. È qui che, sulla spiaggia con l'adorata figlia Louisa, perde, all'apparenza, la vita, annegando. Louisa cresce senza padre. Sono anni in cui molti giapponesi e coreani spariscono misteriosamente, ma pochi si chiedono il perché. La spiegazione

è agghiacciante: sono stati rapiti da agenti della Corea del Nord, per esempio per insegnare il giapponese alle spie o, come nel caso del «traditore»