Alla fine di giugno l’assemblea nazionale dei Verdi tedeschi ha lanciato una proposta destinata a far discutere. I vertici del partito ambientalista propongono un nuovo sistema di prezzi per il mercato dell’energia: eliminare le tariffe uniformi su tutto il territorio nazionale in favore di prezzi differenziati (si parla di almeno cinque zone) in base all’offerta di elettricità, in particolare di quella prodotta con le fonti rinnovabili. L’obiettivo è porre rimedio ad alcune storture del mercato elettrico che producono effetti bizzarri e soprattutto dannosi.

Un esempio: il nord della Germania è ricco di energia eolica; nelle giornate più ventose produce una quantità di elettricità che spesso si rivela nettamente superiore alla domanda, motivo per il quale i prezzi diventano bassissimi e addirittura negativi (i produttori pagano per dare via l’energia); di questa situazione ne approfittano anche le regioni meridionali, dove però la copiosa energia eolica del nord non arriva; a quel punto entra in gioco lo stato, che compensa i produttori danneggiati dai prezzi negativi con i soldi dei contribuenti.

L’eccesso di produzione non assorbita, inoltre, crea notevoli problemi alla rete elettrica, caricando di ulteriori costi le aziende e di conseguenza i consumatori, che già finanziano i sussidi concessi alle rinnovabili.