La ministra tedesca dell’Economia Katherina Reiche (Cdu), che ha alle spalle una lunga esperienza nell’industria energetica, vuole tagliare i sussidi per l’elettricità ecologica proveniente da impianti fotovoltaici privati. “I nuovi piccoli impianti fotovoltaici sono oggi già redditizi sul mercato e non richiedono alcun sussidio”, ha dichiarato alla Augsburger Allgemeine. La ministra non ritiene inoltre più opportuno che gli operatori costruiscano allacciamenti senza considerare la rete elettrica esistente; gli impianti eolici e solari onshore dovranno contribuire maggiormente ai suoi costi di espansione. Su X il vicepresidente dei Verdi Sven Giegold la attacca: “Reiche vuole staccare la spina agli impianti solari privati: invece di distribuire a tutti i vantaggi delle energie rinnovabili in termini di costi, sostiene i grandi operatori e rallenta quelli piccoli”.
Reiche mette in discussione uno strumento centrale della transizione energetica voluta dal suo predecessore Robert Habeck (Verdi) affinché gli obiettivi climatici possano essere raggiunti. Chiunque generi energia solare da pannelli fotovoltaici sul proprio tetto e la immetta in rete riceve un importo fisso per kilowattora per vent’anni; un incentivo che esiste anche per gli impianti eolici e di biogas. L’importo varia a seconda delle dimensioni dell’impianto, del tipo di immissione e del momento della messa in opera; maggiore è la potenza installata, minore è la remunerazione. Si ricava poi di più per kilowattora se tutta l’elettricità prodotta viene immessa in rete: di regola è distribuita solo l’eccedenza dopo l’autoconsumo.









