HomeMilanoCronacaDa Milano all’Uganda. Lacor, l’ospedale africano e le soluzioni anti spreco: "Così miglioriamo la cura"Pannelli fotovoltaici, inceneritore industriale e trattamento delle acque reflue. La struttura sostenuta da Fondazione Corti assiste ogni anno 200mila pazienti.Pannelli fotovoltaici, inceneritore industriale e trattamento delle acque reflue. La struttura sostenuta da Fondazione Corti assiste ogni anno 200mila pazienti.Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciUn mese fa, lo scorso 5 giugno per l’esattezza, si celebrava la Giornata mondiale dell’Ambiente. Ma ogni giorno è quello giusto per dare attenzione alla “casa“ in cui viviamo. E la questione riguarda anche gli ospedali. Soprattutto dove le risorse sono scarse, i servizi pubblici fragili e il cambiamento climatico rende più incerta la disponibilità di acqua, cibo ed energia. A Gulu, nel Nord Uganda, il St. Mary’s Hospital Lacor è molto più di un ospedale: è una piccola città che ospita reparti, ambulatori, scuole, abitazioni per personale e studenti, cucine, lavanderia, officine, magazzini e tre centri sanitari periferici. Ogni anno assiste oltre 200mila pazienti e per funzionare deve garantire elettricità, acqua, manutenzione, trasporti, gestione dei rifiuti e trattamento degli scarichi. In un contesto in cui nulla può essere dato per scontato, tutto questo diventa parte integrante della cura. È qui che entra in gioco il dipartimento tecnico dell’ospedale, guidato dall’ingegnere Jacopo Barbieri. Un reparto forse poco visibile, ma decisivo: tiene in funzione gli impianti, controlla i consumi, coordina manutenzioni e sperimenta alternative per ridurre costi e sprechi. E la Fondazione Piero e Lucille Corti ETS, www.fondazionecorti.it, con sede a Milano, che dall’Italia sostiene il Lacor, accompagna questo lavoro cercando risorse e promuovendo collaborazioni. Il risultato più evidente dell’impegno nei confronti dell’ambiente si vede sui tetti degli edifici: oggi l’ospedale dispone di circa 335 kWp di fotovoltaico grazie ai pannelli installati su oltre 1.500 metri quadrati di superficie.