HomeBolognaCronacaLuce sull’Appennino, crescono Pil e residentiIl report di Unioncamere: fatturato in ripresa nell’agricoltura (+6,2%) e nei servizi (+1,4%). Cuppi: "Ma restano problemi da risolvere"Il report di Unioncamere: fatturato in ripresa nell’agricoltura (+6,2%) e nei servizi (+1,4%). Cuppi: "Ma restano problemi da risolvere"Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciL’Appennino bolognese conferma una buona capacità di tenuta in un quadro internazionale complesso. Le stime indicano una crescita del PIL dello 0,4% nel 2025 e dello 0,7% nel 2026, in linea con la Città metropolitana e superiore alla media nazionale prevista per il 2026. A livello settoriale, secondo le previsioni il 2026 segnerà una forte ripresa dell’agricoltura (+6,2%) e una crescita dei servizi (+1,4%), mentre l’industria resta in calo (-1%) e le costruzioni rallentano pur mantenendo un segno positivo. Questo in sintesi l’andamento dell’economia nell’Appennino bolognese presentato da Guido Caselli, direttore del Centro studi e vice segretario generale di Unioncamere Emilia-Romagna, coordinatore del gruppo di lavoro dati e statistiche del Tavolo ripresa.

Il sistema economico appenninico (senza contare i numeri espressi da Valsamoggia) conta oltre 11mila unità locali, quasi 30mila addetti e genera un valore aggiunto di oltre 3,1 miliardi di euro. Accanto ai comparti tradizionali, negli ultimi anni si sono sviluppate nuove attività legate ai servizi alle imprese, all’e-commerce, alla consulenza, all’accoglienza turistica, alla cura della persona e alla sostenibilità, a conferma di dinamiche in linea con le trasformazioni in corso a livello metropolitano e nazionale. Per quanto riguarda il turismo, nel 2025 l’Appennino ha registrato quasi 379mila presenze, con una crescita del 7% rispetto all’anno precedente, arrivando a pesare il 5,3% del totale metropolitano. Si tratta di un turismo ancora prevalentemente italiano: circa sette visitatori su dieci provengono infatti dal mercato nazionale, sia in termini di arrivi sia di presenze. Accanto ai segnali di resilienza economica, emerge con forza la questione demografica. Le proiezioni al 2050 indicano una crescita complessiva della popolazione appenninica del 2,9%, ma accompagnata da un profondo cambiamento nella sua composizione: la popolazione in età lavorativa diminuirà del 6,7%, mentre gli over 74 aumenteranno di oltre il 47%. Cresceranno conseguentemente anche gli indicatori di invecchiamento: gli anziani ogni 100 bambini passeranno da 264 a 298 e il tasso di ricambio generazionale passerà dagli attuali 144 a 157 persone in uscita dal mercato del lavoro ogni 100 giovani in ingresso, ponendo nuove sfide per il mercato del lavoro e la sostenibilità del sistema territoriale. L’indagine sulla qualità della vita, realizzata nel 2024 su un campione complessivo di 3.800 cittadini dell’area metropolitana, di cui 777 nei Comuni dell’Appennino, evidenzia livelli di soddisfazione complessivamente elevati rispetto alla qualità della vita nel proprio Comune, con giudizi per lo più in linea con la media metropolitana. Particolarmente positiva risulta la soddisfazione per la vita nel suo complesso, che si attesta su valori superiori alla media dell’area metropolitana. L’indagine mette in evidenza anche alcune criticità diffuse, in particolare il costo della vita e l’aumento dei prezzi, indicati come i principali fattori di preoccupazione per i cittadini.