In un’epoca storica in cui stiamo già sistematicamente perdendo tutto — dalla fiducia incrollabile nei sistemi democratici alla pazienza investita nelle app d’incontri —, l’unica vera salvezza rimasta sembra essere quella di sedersi al fresco di una sala, sprofondare in una poltrona di velluto e iniziare a ridere delle nostre stesse sventure. È questa la premessa da cui parte Giada Biaggi, pronta a conquistare il Teatro Franco Parenti con un happening di stand-up comedy che promette di essere tanto esilarante quanto spietato nei confronti della contemporaneità.
Al centro del monologo c’è l’estate, con tutti i suoi paradossi e le sue nevrosi collettive. La comica analizza le piccole tragedie che affliggono i mesi afosi: dalla crisi geopolitica del carburante all’insana passione per gli uomini francesi. Due drammi apparentemente distanti, certo, ma accomunati da una drammatica costante materiale: “costano decisamente troppo”. E poi c’è il convitato di pietra di ogni estate: il mese di agosto. Un periodo dell’anno capace di scatenare una specifica e sottile forma di panico esistenziale, del tutto sovrapponibile a quella che tradizionalmente ci assale la notte di Capodanno, tra bilanci fallimentari e l’ansia da prestazione del divertimento a tutti i costi.







