Imperia Il turismo non è solo la miniera d’oro per l’economia della Riviera. È anche «uno dei settori economici maggiormente esposto a rischi» di infiltrazioni criminali. Per questo serve una «efficace rete di prevenzione e controllo» che coinvolga istituzioni, Comuni, associazioni di categoria, sindacati e forze dell’ordine. È l’obiettivo del protocollo che è stato firmato ieri in Prefettura a Imperia, che istituisce una “filiera della legalità” e un Osservatorio provinciale per raccogliere dati ed evidenziare indicatori di rischio. In prima linea l’impegno dei Comuni, presenti ieri con una vasta rappresentanza dei sindaci della provincia, che si impegneranno a «richiedere la comunicazione antimafia per le attività private, sottoposte a regime autorizzatorio». Una responsabilità che segue il monito lanciato lo scorso settembre dal prefetto Antonio Giaccari, sulla necessità di prestare maggiore attenzione alle documentazioni prodotte dai Comuni sui certificati di inizio attività (Scia). Erano emerse diverse discrepanze. Vuoti che rischiano di aprire la strada alle organizzazioni criminali nell’economia locale. I Comuni, all’epoca, si erano difesi ricordando le difficoltà determinate dalla carenza di personale, specie nei piccoli enti. Ma le lacune erano emerse anche per quel che riguarda i Comuni più grandi della provincia. Il protocollo firmato ieri, in vigore per tre anni, nasce su impulso, a livello nazionale, del Ministero dell’Interno: nelle attività investigative degli ultimi anni è emerso come un’infiltrazione silente dei sodalizi criminali sia corroborata dall’attività di riciclaggio di capitali illeciti in settori del mercato strategici per il Paese, come il turismo. Lo ha confermato la relazione della Direzione investigativa antimafia, relativa al 2023, che ha posto la lente sui «settori economici più redditizi». Perché le mafie, anche a Ponente, usano precise strategie per infiltrarsi. Possono investire proventi illeciti sulle attività turistico-alberghiere e della ristorazione, proseguendo magari l’attività con fondi legali. Oppure talvolta le imprese sono utilizzate per ottenere il controllo del mercato d’interesse, ricorrendo a metodi mafiosi per danneggiare i concorrenti e imporre i propri prodotti. Non solo. Esistono vere e proprio “scatole vuote”, le cosiddette cartiere, utilizzate per riciclare denaro sporco attraverso fatture false. Oppure, tra le principali modalità di infiltrazione, c’è quella dell’impresa “catturata”: nasce sana e viene progressivamente infiltrata. L’accordo punta a rafforzare «l’azione amministrativa di prevenzione e contrasto di eventuali fenomeni di riciclaggio, usura, estorsione e, più in generale, dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore turistico alberghiero e della ristorazione» si legge nel protocollo. Verranno programmati controlli sulla base dei profili di rischio. Non solo attraverso l’attività investigativa, ma con la partecipazione del pubblico e del privato. E con la consultazione di visure ordinarie o storiche, passaggi di proprietà e altre informazioni da rilevare anche attraverso servizi telematici. La “filiera della legalità” coinvolge uffici giudiziari, Camera di Commercio, Agenzia delle Entrate, Istat, sistema bancario e postale, Università, notai, commercialisti, associazioni di categoria, sindacati. Soggetti che si «impegnano a mettere a disposizione ogni elemento di analisi ritenuto significativo», in particolare su fusioni o acquisizioni di attività, approvvigionamento di lavori, servizi e forniture, nella riservatezza. Gli esiti degli approfondimenti del gruppo interforze antimafia saranno condivisi in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, con la partecipazione eventuale del Procuratore distrettuale antimafia. A coordinare il tutto una cabina di regia territoriale, i cui componenti faranno parte dell’Osservatorio territoriale. quest’ultimo promuoverà, tra le altre cose, anche iniziative di formazione e aggiornamento professionale per sensibilizzare sul fenomeno.
Le mani della mafia sul turismo, la Prefettura di Imperia alza l’attenzione
Firmato un protocollo con categorie e sindaci per prevenire e monitorare le infiltrazioni in uno dei settori “maggiormente esposto a rischio infiltrazioni”








