MOGLIANO (TREVISO) - «Mia mamma ha 102 anni e respira attraverso apparecchi salvavita che hanno una batteria d’emergenza di quattro ore. Mercoledì, a causa del maltempo, siamo rimasti senza luce per cinque ore: se la protezione civile non ci avesse aiutato con un generatore, sarebbe morta». Un intervento provvidenziale quello dei volontari di Mogliano che si sono precipitati a casa di Luigina Medici, anziana costretta a letto a causa di una grave malattia, dopo che la figlia Nicoletta Orlandini ha chiesto aiuto disperatamente per il blackout che ha colpito tutta la frazione di Marocco dove abitano. «Le macchine che la aiutavano a respirare avevano smesso di funzionare - racconta la figlia -. Io ho provato a chiamare chiunque, forze dell’ordine, distretto sanitario. Ma non mi ha risposto nessuno. Fortunatamente c’era la protezione civile sotto casa».

IL SOTTOPASSO Mercoledì, infatti, i volontari erano impegnati dal tardo pomeriggio a liberare il sottopasso di via Marignana, dove si erano riversato 40 centimetri d’acqua. Quelli che hanno fatto saltare la corrente in tutta la frazione per ore. «Io e mia mamma abitiamo a pochi metri di distanza da lì - spiega Nicoletta -. Quando è saltata la corrente alle 20, inizialmente ero tranquilla: pensavo che fosse un disagio momentaneo». Invece i minuti passavano senza che succedesse nulla. «Mamma è malata da 14 anni e le sue condizioni peggiorano sempre di più. Le macchine che la tengono in vita hanno un’autonomia di quattro ore ma io ero comunque preoccupata - continua - perché trascorso questo tempo senza ripristino della rete, ci resta solo il ricovero in ospedale che per una persona come lei rappresenta un rischio enorme. Mai avrei pensato di avere bisogno di un generatore perché gli sbalzi di corrente di solito sono momentanei. Ma mercoledì mi sono agitata perché non veniva più ripristinata. Così ho iniziato a chiamare il mondo». Per primo il distributore di energia. «Ventinove minuti di attesa per segnalare il pericolo e chiedere la priorità di riparazione». Ma nulla. «Il distretto sanitario era chiuso, solo per urgenze mediche la reperibilità. Dai carabinieri nessuna risposta». L’INTERVENTO Alle 21.30, però, Nicoletta, disperata, si affaccia alla finestra. «I volontari della protezione civile stavano lavorando nel sottopasso - prosegue -. Sono scesa a parlare con loro e nel giro di 20 minuti mi hanno procurato un generatore e ho riavuto la corrente». Così le macchine salvavita sono ripartite. «La gentilezza e la premura dei volontari hanno rimediato alle innumerevoli mancanze della nostra rete sociale - scrive sui social Nicoletta -. Hanno salvato la vita a mia mamma che alle 23.26 ha avuto una crisi respiratoria fortissima che l’avrebbe uccisa. Ringraziarli pubblicamente è il minimo, diventare una loro sostenitrice pure». IL SINDACO Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Davide Bortolato. «I volontari della protezione civile di Mogliano sono una risorsa preziosissima e non smetteremo mai di ringraziarli - risponde -. Mercoledì sera ero con loro quando sono iniziate le operazioni di svuotamento del sottopasso, poi mi sono dovuto spostare in via Ronzinella per un albero caduto. Non è appena è arrivata la vostra richiesta d’aiuto, la presidente dei volontari Barbara Piovesan mi ha avvisato subito e ho dato immediatamente il via libera per far partire i soccorsi». «In situazioni di questo tipo, ogni minuto è prezioso - commenta anche la presidente Piovesan -. Ci siamo attivati subito per dare una mano. Siamo felici che il nostro aiuto abbia salvato una vita».