PADOVA Navigava nelle acque del Salento con un nome diverso da quello riportato nei registri ufficiali, un’assicurazione risultata priva di validità e tre membri dell’equipaggio, comandante compreso, impiegati senza contratto. Per questo uno yacht di lusso di 24 metri battente bandiera estera è stato sequestrato dalla Sezione operativa navale della Guardia di Finanza di Otranto, nell’ambito di un’attività coordinata dal Reparto Aeronavale di Bari. Il controllo è scattato al largo di Punta Palascia, nel Canale d’Otranto, durante una serie di verifiche sulle unità da diporto di grandi dimensioni, operazione finalizzata al contrasto del lavoro sommerso e alla verifica del rispetto della normativa in materia di sicurezza della navigazione e tutela dei lavoratori.

A insospettire i finanzieri è stato il nome riportato sullo specchio di poppa dell’imbarcazione, risultato diverso sia da quello indicato nel certificato di registrazione sia da quello trasmesso dal sistema Ais, il dispositivo automatico di identificazione e tracciamento delle unità navali. Dopo aver effettuato ulteriori verifiche, anche con il supporto di un elicottero del Corpo, i militari hanno fermato lo yacht e avviato gli accertamenti. IL CONTROLLO Dalle verifiche è emerso che l’imbarcazione era stata acquistata di recente da un imprenditore padovano di 84 anni, residente nella provincia di Vicenza, dopo essere stata ceduta da una società romana. Secondo quanto ricostruito, il nuovo proprietario avrebbe fatto sostituire il nome dell’unità con quello di una persona a lui cara, senza completare le procedure previste dalla normativa. In ambito nautico, infatti, il nome identificativo dell’imbarcazione ha valore ufficiale e non può essere modificato senza il preventivo aggiornamento della documentazione di bordo. La difformità tra il nome esposto e quello risultante nei registri ha avuto conseguenze anche sul piano assicurativo. La polizza di responsabilità civile è infatti risultata riferita a dati non corrispondenti né al contrassegno presente sull’imbarcazione né al proprietario indicato nel certificato di registrazione, circostanza che ne ha determinato l’inefficacia ai fini della navigazione. Per questo i finanzieri hanno proceduto al sequestro amministrativo dello yacht. LIGNANO L’imbarcazione, partita da Savona e diretta a Lignano Sabbiadoro, dove il nuovo proprietario avrebbe dovuto prenderne possesso, aveva effettuato uno scalo in Puglia quando è stata sottoposta ai controlli. Gli accertamenti sono stati estesi anche all’equipaggio. A bordo si trovavano il comandante e due marinai, tutti cittadini italiani, risultati impiegati completamente in nero. Secondo quanto ricostruito, i due marinai erano stati ingaggiati dalla società venditrice per il trasferimento dell’unità, mentre il comandante sarebbe stato incaricato dall’acquirente. Per la violazione della normativa sul lavoro è stata avanzata la richiesta di sospensione dell’attività imprenditoriale. LE ACCUSE Il comandante e il proprietario dello yacht sono stati infine segnalati alla Procura della Repubblica di Lecce con l’ipotesi di reato di uso di falso contrassegno di individuazione. La loro posizione è al vaglio dell’autorità giudiziaria, mentre il proprietario dovrà regolarizzare la documentazione dell’imbarcazione e adempiere alle sanzioni amministrative contestate prima di poter rientrare in possesso dell’unità.