HomePontederaCronacaSuicidio assistito, la svolta. L’Asl farà certificare l’innovativo dispositivo: ecco come funzionaL’impianto fu utilizzato a marzo e si attiva con il contatto visivo. Progettato dal Cnr, è stato richiesto anche da pazienti fuori ToscanaIl dispositivo è custodito nell’ospedale di PontederaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPontedera, 4 luglio 2026 – In questi giorni, dopo essere stato acquisito dalla Asl, è stato riconfenzionato all’ospedale Lotti di Pontedera ed ora è pronto per partire verso un laboratorio del fiorentino che nelle prossime settimane rilascerà le certificazioni richieste. In modo che venga riutilizzato anche in altre regioni, per altri pazienti. L’innovativo dispositivo per il fine vita utilizzato il 25 marzo scorso da una donna 55enne toscana incapace di muoversi, Libera è il nome di fantasia, è destinato ad essere validato entro agosto e quindi ad avere un futuro che andrà oltre al caso specifico, quello che tre mesi fa fu una sorta di prova zero.

Il dispositivo è custodito nell’ospedale di Pontedera

Come funziona l’impianto

L’impianto si costituisce di un monitor che permette al paziente che comunicare solo attraverso gli occhi di esprimere la propria volontà attraverso il puntatore oculare. Il cuore dell’apparecchio è il cavo che collega il puntatore oculare alla pompa infusionale che in circa uno o due minuti aspira il farmaco letale che poi scende attraverso il deflussore e viene iniettato nella vena del paziente. Uno strumento progettato e realizzato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) per questo caso specifico, su ordinanza del giudice di Firenze.