In apertura, il primo cittadino ha ricevuto gli attestati di vicinanza dell’opposizione e in particolare da Giovanna Megna, esponente di Avs abitualmente tra le più pugnaci antagoniste della maggioranza: «Auguri, sindaco, la vogliamo forte. Lei ieri ha rotto un tabù sdoganando la fragilità. Quando un uomo di potere si mostra fragile lo sta facendo per tutti quelli che vivono in condizioni di inferiorità». Solidarietà che ha trovato pronta eco nell’intervento di Mastella che ha voluto inoltre chiarire la genesi della scioccante rivelazione: «Ringrazio tutti, non immaginavo una simile manifestazione di affetto. Non avevo assolutamente programmato di dire quelle cose. E’ stato il riferimento del vescovo Autuoro ai malati e ai fragili a spingermi sul momento a dire ciò che provo oggi più che mai: comunanza di sentimenti con quanti sono malati, come me».

IL DIBATTITO Ma la seduta è servita anche a Sannio Acque che ha anche il suo secondo pilastro e la nascita della società idrica provinciale adesso è davvero a un passo. Il Consiglio comunale di Benevento ha approvato ieri, con i voti della sola maggioranza mastelliana, l’adesione alla newco pubblico-privata per la gestione del ciclo idrico integrato, della quale Acea sarà il partner privato. Contrari i consiglieri di centrosinistra e la meloniana De Stasio, nonostante il clima di estrema cordialità che ha caratterizzato l’avvio dei lavori svoltisi all’indomani della clamorosa divulgazione da parte del sindaco dal podio della Madonna delle Grazie dei problemi di salute che lo affliggono da settimane. Benevento, Clemente Mastella e la malattia: «Toccato dal moto straordinario di benevolenza»Il clima da buoni sentimenti, com’era facile prevedere, non è durato a lungo. Toni contenuti ma l’opposizione è tornata a incalzare su un tema che anima da tre anni e mezzo il dibattito: «Fermatevi - ha ammonito Francesco Farese del Pd presentando la questione pregiudiziale condivisa con gli altri esponenti di centrosinistra e bocciata dalla maggioranza - State andando contro quanto deliberato dallo stesso Ente idrico sannita all’inizio del percorso, quando si votò per la costituzione di una società pubblica formata dai Comuni che partecipasse poi alla mista pubblico - privata. Oggi invece aderite semplicemente alla società, partecipando alla quota del 55 per cento che però non garantirà un controllo reale a causa della frammentazione delle quote». L’ACQUA Ma l’invito dell’opposizione a rinviare la deliberazione si schiantava sul fermo proponimento di Mastella, ormai deciso a trarre il dado della gestione idrica: «Con Sannio Acque la quota di partecipazione pubblica diventa maggioritaria, a differenza di quanto avvenuto finora. L’acqua è sempre pubblica. Si tratta semplicemente di affidare il servizio a un gestore professionale, e Acea ha tutte le credenziali per esserlo». Parole che suscitavano il dibattito. «La Corte dei Conti - rimarcava Luigi Diego Perifano - ha evidenziato a più riprese il ruolo prevalente effettivo del privato rispetto al pubblico a causa della polverizzazione delle quote detenute dai Comuni. Andando avanti andate contro il buon senso”. Megna ricorreva alla immaginifica metafora delle caramelle: “Il socio privato Acea ne ha 45 su 100, tutti gli altri ne hanno meno perché le restanti 55 sono distribuite in tante mani che non hanno un coordinamento unico, come invece sarebbe stato se si fosse costituita a monte una società dei Comuni». Dal Pd era prima De Lorenzo a ricordare come «i ritardi nell’intercettare i fondi per adeguare le reti idriche sono da addebitare interamente a questa scelta di puntare su una newco che ha allungato a dismisura i tempi». Quindi Farese operava un ultimo tentativo di fermare il treno ormai in corsa, agitando anche lo spettro della responsabilità erariale individuale dei consiglieri: «La Corte dei Conti boccerà certamente anche questa delibera e dovrete approvarne un’altra prima di poter aderire a Sannio Acque, iter che sarà dunque impossibile completare entro la scadenza del 28 agosto. Dovrete varare una delibera di controdeduzioni per aggirare amministrativamente i rilievi della Corte, ma ciò non garantisce che in futuro non possano esservi contestazioni per aver votato deliberati nonostante gli avvertimenti in merito allo sbilanciamento a favore dei privati». Dai banchi di opposizione le repliche di Zanone, che ricordava perfidamente a Perifano il voto favorevole alla nascita di Gesesa nel 1989, e Picariello, quindi il sì finale con 20 voti della compatta maggioranza mastelliana e 9 no dell’opposizione (assenti il democrat De Longis, Moretti di Civico22, Piccaluga e Giorgione del centrodestra).