| 3 Luglio 2026 18:03 |

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(Adnkronos) – “Con quali mezzi e con quali strumenti normativi, industriali, di investimento possiamo rendere fattibile e utilizzabile la massima espressione del potenziale dei biocarburanti. Questa dovrebbe essere la domanda di rilevanza”. Così Andrea Di Stefano, responsabile Affari regolatori e Market design di Enilive, intervenendo alla presentazione dello studio ‘Sinergie tra agricoltura e trasporto aereo per la produzione di Saf’ realizzato dal gruppo Fit4Foresight-fuel del Politecnico di Torino e coordinato dal professore Chiaramonti, su indicazione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. La presentazione si è svolta presso l’Associazione Civita a Roma nell’ambito del terzo incontro del 2026 della Fondazione Pacta sulla riduzione delle emissioni del trasporto aereo.

Di Stefano ha indicato nella cosiddetta commodity package – la normativa che regola la domanda di biocarburanti nel settore stradale – il dossier con il maggiore impatto potenziale sulla disponibilità di Saf per l’aviazione: “Creare domanda stabile, certa, di biocarburanti nel settore della strada abilita gli investimenti e permette nel lungo periodo la creazione di quella capacità produttiva che servirà, molto probabilmente con priorità, all’aviazione”. Il manager ha poi voluto sfatare alcuni “miti” ricorrenti sul tema. Sul presunto conflitto tra bioenergie e produzione alimentare, ha citato le distorsioni segnalate anche da altri relatori legate ai terreni incolti, sottolineando che vanno superate “in un modo corretto e sostenibile” per creare valore lungo la filiera. Quanto all’idea che i biocarburanti debbano essere abbandonati perché non decarbonizzano al 100%, Di Stefano ha affermato che l’esperienza dimostra il contrario, rilanciando un “appello accorato” per un approccio “pragmatico, basato sull’evidenza scientifica”.