Il generale Roberto Vannacci fa litigare anche i rossobruni: il partito di Marco Rizzo e Francesco Toscano in piena bagarre.
C'è aria di divorzio in casa di Democrazia Sovrana e Popolare. Il partito di Marco Rizzo e Francesco Toscano era l'unico soggetto che sembrava essere riuscito a capitalizzare l'effervescenza della cosiddetta "area del dissenso", che ha avuto il suo momento di gloria con le mobilitazioni contro la gestione della pandemia di Covid-19. Alla fine dell'infinita serie di sigle e coordinamenti gli unici in grado di guadagnarci politicamente sembrano essere stati i due soci, che hanno fatto nascere un partito tutto sommato con una sua articolazione sui territori, una sua riconoscibilità e che compare come fanalino di coda nei sondaggi, primo tra i piccoli, potendo contare sulla carta di un capitale di voti simile a quello di formazioni come Potere al Popolo o Rifondazione Comunista.
Da giorni però Rizzo e Toscano se le danno di santa ragione. Perché? Secondo Toscano l'amico Rizzo sarebbe colpevole di star tramando per avere un seggio con il generale Roberto Vannacci. Ma se tu sei andato a parlare con Alessandro Di Battista! Ha risposto Rizzo, che con le polemiche e i flame ci va a nozze. Sia come sia Toscano ha indetto un congresso straordinario per il prossimo 26 luglio a Roma per sciogliere la linea politica del partito. Secondo l'avvocato di Gioia Tauro DSP dovrebbe andare da solo alle prossime elezioni, se non ci sono elementi di novità, di certo non dovrebbe andare appresso alla destra estrema di Vannacci! Rizzo e i suoi hanno risposto che quel congresso non è per nulla legittimo, quindi non ci vanno. L'ex comunista ortodosso oggi pronto a superare ogni steccato ideologico, è uno che di partiti se ne intende di più, ha anche portato una mozione di censura nei confronti di Toscano, approvata a maggioranza (ma non all'unanimità) dal Consiglio Direttivo. Secondo le male lingue Rizzo vorrebbe proprio tornare in Parlamento, e al Generale può sempre far comodo uno con la visibilità e la battuta pronta dell'ex comunista, per pescare un po' qua e un po' là sparando a zero contro le femministe, le persone Lgbtq+, l'Unione Europea, i globalisti e così via, un verace interprete dello sciovinismo della classe operaia bianca.







