Si può senz’altro riconoscere al franchise di “Shrek” un’importanza paragonabile a quella delle migliori serie d’animazione di tutti i tempi, e le ultime notizie a riguardo, anche sotto l’aspetto più critico, sembrano ancora una volta dimostrarlo. Fin dall’indimenticabile esordio del 2001, le peripezie dell’orco scorbutico, dell’irritante Ciuchino e della combattiva principessa Fiona sono diventate un’occasione d’intrattenimento irresistibile per qualsiasi appassionato di cinema, grazie alla geniale intuizione del duo Andrew Adamson e Vicky Jenson di rileggere in chiave ironica e umoristica il mondo delle favole, con ampi riferimenti non solo ai racconti dei fratelli Grimm e alla letteratura per ragazzi, ma anche alle criticità e alle contraddizioni della società in cui viviamo.

Forte delle interpretazioni vocali di fuoriclasse come Mike Myers, Eddy Murphy e Cameron Diaz, “Shrek” ha conosciuto un periodo di straordinaria fortuna fino al 2007, con la conclusione della prima trilogia dopo l’uscita di “Shrek 2” e “Shrek Terzo”. Meno convincente è stato invece il riscontro del quarto capitolo, “Shrek e vissero felici e contenti”, ritenuto da una parte della critica inferiore alle aspettative e poco più che uno svogliato riciclo delle idee vincenti adottate nei predecessori.