Il mangaka Yoichi Takahashi ha rilasciato un'intervista al sito giapponese Asahi Shinbun, per commentare la partita persa dalla sua nazionale contro il Brasile e i grandi passi in avanti fatti dal calcio del Sol Levante rispetto al 1981, quando iniziavano le avventure di Capitan Tsubasa

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L’incontro dei sedicesimi di finale del Mondiale di calcio Canada-Messico-Usa 2026 tra Brasile e Giappone è diventato virale. E non è solo per i campioni in campo e la qualità delle giocate. Brasile-Giappone, per gli amanti di manga e anime, non è una partita qualunque ma il sogno di Oliver Hutton, in patria Tsubasa Ozora, protagonista del fumetto Capitan Tsubasa, creato da Yoichi Takahashi all’inizio degli anni ’80, e della successiva serie animata nota in italia come Holly e Benji. La partita è finita 2-1 per il Brasile, che si è imposto in rimonta, segnando il gol decisivo in pieno recupero con Gabriel Martinelli e spegnendo il sogno giapponese. Takahashi è stato intervistato dal sito giapponese Asahi Shinbun, al quale ha raccontato la sua visione della partita.

La crescita degli ultimi 20 anni

“L’ho vista in diretta – ha detto il mangaka 65enne – è stata molto frustrante. Pensavo che la vera lotta sarebbe cominciata dopo il loro pareggio ma ci hanno sconfitti proprio sul finale”. Takahashi però non può non notare i passi avanti fatti dal calcio giapponese, in particolar modo rispetto alla precedente sfida contro il Brasile, avvenuta nella fase a gironi del Mondiale del 2006 in Germania: “Rispetto a quella partita, che vidi di persona, non posso fare a meno di notare i progressi fatti. Ma allo stesso tempo, mi sono ricordato della forza del Brasile, un chiaro pro-memoria di come ci manchi ancora quello che serve per vincere nella fase a eliminazione diretta”.