Acqui Terme – Un colpo da professionisti del vino, si potrebbe dire quasi in stile Arsenio Lupin, viste la precisione con cui è stato messo a segno il furto e la preziosità del bottino sottratto. Nella notte tra domenica e lunedì la Cantina Banfi di Strevi è stata oggetto di una clamorosa razzia. Un gruppo di ladri, infatti, è riuscito a sottrarre più di 3 mila bottiglie di vino, in gran parte Alta Langa Docg, spumante metodo classico prodotto con uve Pinot nero e/o Chardonnay coltivate nell’area collinare delle province di Alessandria, Asti e Cuneo. Si presume che gli autori del colpo possano avere un certa familiarità con il settore enologico, visto che le bottiglie sono state selezionate secondo un criterio molto probabilmente non casuale. «Il furto di interi bancali - spiegano dall'azienda - fa presumere che i ladri sapessero esattamente come muoversi. Infatti, hanno scelto con molta cura le bottiglie tra diverse referenze di Alta Langa, dalla Cuvée Aurora e Cuvée Aurora Rosé alla Riserva 100 mesi». Ipotizzando una stima e al netto della loro diversa tipologia (e quindi del diverso costo di mercato), il valore delle bottiglie di spumante sottratte potrebbe aggirarsi complessivamente intorno ai 50 mila euro. Da parte dell'azienda, tuttavia, c’è ancora la speranza di poter recuperare almeno parte della refurtiva. L’azienda Banfi - che ha la propria sede amministrativa a Montalcino, in provincia di Siena, ma di cui fa parte anche la cantina di Strevi - da qualche tempo ha infatti sviluppato un sistema di rintracciabilità attraverso l’applicazione di particolari etichette. Un progetto nato per garantire la qualità del nome dei prodotti Banfi, ma che ora potrebbe rivelarsi un fattore decisivo per la tracciabilità delle bottiglie eventualmente rivendute sul mercato nero. In questo caso, infatti, un esperto potrebbe subito riconoscere la loro provenienza. «Da anni investiamo in sistemi di rintracciabilità dei nostri prodotti - spiega Rodolfo Maralli, presidente di Banfi - e in particolare delle etichette di punta come l’Alta Langa. Le bottiglie sottratte sono quindi identificabili e potenzialmente rintracciabili lungo la filiera. Un elemento che potrà rivelarsi determinante per le indagini e che rende più difficile la loro eventuale commercializzazione». Al fine di ritrovare le bottiglie sottratte l’azienda fa appello anche alla collaborazione di clienti e consumatori. «Abbiamo deciso di rendere pubblica la notizia per chiedere la collaborazione di clienti, operatori del settore e cittadini. Qualora le bottiglie dovessero comparire in contesti insoliti o attraverso canali di vendita non riconducibili a quelli ufficiali - aggiunge Maralli - invitiamo a segnalarlo alle autorità competenti o all’azienda».