| 3 Luglio 2026 15:01 |

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(Adnkronos) – BeOne Medicines Ltd., azienda oncologica globale, ha annunciato oggi “i risultati preliminari positivi dello studio di fase 3 Mangrove, che ha valutato zanubrutinib, inibitore di Btk di riferimento, più rituximab rispetto a bendamustina più rituximab (Br) nei pazienti adulti con linfoma mantellare (Mcl) precedentemente non trattato”. Mangrove, riferisce una nota dell’azienda, “è il primo studio globale, randomizzato, di fase 3 a valutare un regime senza chemioterapia basato su un inibitore di Btk rispetto alla chemio-immunoterapia, standard di cura in questo setting. Questo studio fondamentale di fase 3 si basa sulle consolidate evidenze cliniche di zanubrutinib nel linfoma mantellare”.

“Il linfoma mantellare è un tumore del sangue che origina dai linfociti B e può diffondere nei linfonodi, diffusi in tutto l’organismo – spiega Carlo Visco, associato di Ematologia e coordinatore dell’Unità Linfomi all’università di Verona – Rappresenta il 6% dei linfomi non Hodgkin e si stimano in Italia, ogni anno, circa 800 nuovi casi. Lo standard di terapia in prima linea, storicamente, è costituito dalla chemio-immunoterapia. Purtroppo, la malattia è molto aggressiva e tende a ripresentarsi, cioè a recidivare. Resta, pertanto, uno dei linfomi più difficili da curare. Con i risultati dello studio Mangrove si avvicina la prospettiva di un trattamento di prima linea libero da chemioterapia per questa neoplasia ematologica. Zanubrutinib, in associazione a rituximab, ha dimostrato di ridurre del 43% il rischio di progressione della malattia o di morte rispetto alla associazione chemio-immunoterapica standard, ovvero Br. Inoltre, va considerato che il linfoma mantellare interessa soprattutto pazienti anziani, perché l’età mediana alla diagnosi è di circa 70 anni. Sono persone colpite spesso anche da altre patologie. Da qui il valore per i pazienti di una terapia più tollerabile e gestibile, che richieda un numero limitato di infusioni e riduca quindi la necessità di accessi al centro ospedaliero”.