Piccola guida al piercing sulla cartilagine, che non passa mai di moda. Dalla guarigione agli orecchini più adatti, passando per dolore e manutenzione
Tra i fori alle orecchie più famosi di sempre, l’helix piercing continua ad essere uno dei più richiesti, complice la tendenza di avere orecchie personalizzate attraverso combinazioni di gioielli multipli. Posizionato sulla cartilagine superiore dell’orecchio, l’helix è diventato un vero classico contemporaneo: minimalista ma d’impatto, discreto ma capace di trasformare completamente l’estetica dell’orecchio. Prima di prenotare una seduta, però, è importante sapere come viene realizzato, quanto può essere doloroso e quali attenzioni richiede durante la guarigione.
Che cos’è l’helix piercing
L’helix piercing è un foro praticato nella cartilagine esterna superiore dell’orecchio. A differenza del tradizionale piercing al lobo, interessa una zona più rigida e meno vascolarizzata, caratteristica che influisce sia sulla percezione del dolore sia sui tempi di guarigione.
Negli anni si è evoluto in numerose varianti. Esiste il classico helix singolo, ma anche il double o triple helix, che prevede più perforazioni lungo la stessa linea. Molto apprezzato è anche il forward helix, realizzato nella parte anteriore della cartilagine, vicino all’attaccatura del viso.







