Giocare un Mondiale davanti al proprio pubblico è spesso un moltiplicatore di entusiasmo, ma anche di pressioni. Gli Stati Uniti, però, stanno dimostrando di saper convivere con entrambe. La nazionale guidata da Mauricio Pochettino si è presentata all'appuntamento casalingo con aspettative elevate e, almeno finora, le ha confermate sul campo. Primo posto nel Gruppo D grazie ai successi contro Paraguay (4-1) e Australia (2-0), prima della sconfitta ininfluente contro la Turchia (2-3) a qualificazione già acquisita, quindi il convincente 2-0 sulla Bosnia-Erzegovina ai sedicesimi di finale, nonostante oltre mezz'ora in inferiorità numerica per l'espulsione di Folarin Balogun. Agli ottavi ci sarà ora il Belgio, reduce dalla clamorosa rimonta contro il Senegal, da 0-2 a 3-2, con il pareggio ottenuto negli ultimi minuti dei tempi regolamentari e con il gol vittoria arrivato a tempo quasi scaduto nel secondo supplementare. Un banco di prova importante per capire fino a dove possa spingersi una squadra che sta alimentando il sogno di un intero Paese.

L'effetto Mondiale e la mano di Pochettino

Il fattore campo sta incidendo in maniera evidente sul percorso degli Stati Uniti. L'entusiasmo del pubblico ha accompagnato una squadra che ha saputo trasmettere energia e personalità fin dalla gara inaugurale, chiusa con un netto 4-1 sul Paraguay. Quel successo ha avuto anche un valore storico: soltanto per la terza volta gli statunitensi hanno vinto una partita del Mondiale con almeno tre reti di scarto, dopo i due precedenti del 1930, ed è stata la prima occasione in cui hanno realizzato quattro gol in una singola gara della competizione.