Oracle sta bruciando decine di miliardi di dollari per costruire data center per l'IA, destinati a clienti come OpenAI. L'azienda aveva stupito tutti lo scorso settembre quando aveva annunciato di avere ordini per 455 miliardi di dollari, e il titolo in Borsa era schizzato verso l'alto. Ma l'azienda ha ora comunicato che c'è il rischio che questi ordini non si traducano in guadagni effettivi, e che dunque l'azienda non rientri degli investimenti colossali che sta facendo.
C'è il rischio che Oracle stia scommettendo sul cavallo perdente: i data center per l'IA
"Per far crescere il nostro business OCI, che richiede capacità di calcolo aggiuntiva, dobbiamo sostenere spese di capitale e operative significative per incrementare la nostra capacità esistente nei data center e per stabilire data center in nuove località geografiche", scrive Oracle in un documento per la SEC, l'ente regolatore dei mercati finanziari negli USA. L'azienda avverte dunque che "se non saremo in grado di assicurarci nuova capacità nei data center a prezzi abbordabili o se non pianifichiamo e gestiamo attentamente i nostri requisiti di capacità infrastrutturale, la nostra profittevolezza potrebbe scendere."
Il motivo è presto detto. Oracle sta scommettendo tutto sul suo futuro come operatore del cloud per alimentare l'IA, sulla scorta di ordini teorici da parte di OpenAI per oltre 300 miliardi di dollari nel corso dei prossimi cinque anni e per ulteriori 155 miliardi dagli altri clienti. In teoria, dunque, Oracle ha un futuro roseo davanti a sé.






