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11 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 11:55
OpenAI ha siglato con Oracle uno dei più grandi contratti cloud mai firmati: un impegno da circa 300 miliardi di dollari in cinque anni, destinato all’acquisto di potenza di calcolo. Il Wall Street Journal nel dare la notizia sottolinea che si tratta di “un impegno enorme che supera di gran lunga le entrate attuali della startup”. L’accordo dovrebbe partire nel 2027 e riflette la corsa senza precedenti agli investimenti in data center per l’intelligenza artificiale, mentre cresce tra analisti e investitori il timore di una bolla del settore.
La notizia ha alimentato l’euforia in Borsa. Mercoledì, dopo che Oracle nella propria trimestrale ha riportato una crescita esplosiva dei ricavi futuri legati al cloud, con contratti che ammontano a oltre 317 miliardi di dollari nel solo ultimo trimestre, il titolo è schizzato del 35%. Catapultando il cofondatore Larry Ellison a un passo dal titolo di uomo più ricco del mondo, temporaneamente sottratto a Elon Musk: Ellison, che possiede circa il 40% di Oracle, ha visto crescere la sua ricchezza di 100 miliardi di dollari in poco più di mezz’ora dall’apertura di Wall Street. Poi il mercato ha ritracciato. A fine giornata Oracle ha perso parte dei guadagni iniziali e Bloomberg ha dato di nuovo Musk in testa, con un patrimonio stimato in 384,2 miliardi di dollari contro i 383,2 di Ellison. Una differenza minima, se rapportata a cifre tali da poter mantenere lo stile di vita di milioni di famiglie americane per un anno.











