Pubblicato il: 03/07/2026 – 13:18

di Giorgio Curcio

LAMEZIA TERME Fiori ai piedi della stele che ne custodisce la memoria, su corso Nicotera, nel luogo simbolo di una ferita ancora aperta. Lamezia Terme ha ricordato questa mattina Francesco Ferlaino, magistrato ucciso il 3 luglio 1975 in un agguato mafioso nei pressi della sua abitazione. La cerimonia commemorativa, promossa dall’Associazione nazionale magistrati (sottosezione del distretto di Catanzaro), si è svolta davanti alla stele dedicata all’avvocato generale della Corte d’appello di Catanzaro, figura rimasta nella storia giudiziaria calabrese come esempio di rigore, indipendenza e servizio allo Stato. Presenti il nuovo procuratore capo di Lamezia, Elio Romano, il sindaco Mario Murone, le forze dell’ordine, Francesco Cefalà della Fondazione Trame e Marco Bisogni del Csm.

«Esempio per tutti»

«La figura di Francesco Ferlaino è entrata nella coscienza individuale di ciascuno di noi», ha ricordato il presidente Giovanni Strangis, sottolineando il valore civile e istituzionale della sua testimonianza. «A lui guardiamo come a un fulgido esempio per l’affermazione della legalità e per il contrasto al crimine organizzato». Un esempio che, a distanza di oltre mezzo secolo, continua a parlare al presente: «Dare la vita nell’adempimento del proprio dovere supera tutta la distanza temporale che ci separa da quel tragico luglio del 1975 e veste di attualità la sua figura, rinnovando la nostra attività di cittadini impegnati per la legalità».