Pavia. Valorizzare l’identità territoriale e costruire una regia unica per fare sistema. Per l’assessora regionale al Turismo Debora Massari bisogna ripartire da qui per il rilancio turistico di una provincia ricca di storia e cultura, tesori naturalistici ed eccellenze enogastronomiche. Una ricetta spiegata giovedì all’incontro con gli stakeholder e gli amministratori locali, alla presenza del consigliere regionale Claudio Mangiarotti. Come deve muoversi la provincia di Pavia che ancora non riesce a far leva sul turismo come motore di sviluppo economico? «Questo è un territorio ricco e autentico, con notevoli potenzialità, per questo l’obiettivo di Regione Lombardia è quello di lavorare con le pubbliche amministrazioni e le associazioni di categoria per la sua valorizzazione». Oggi, accompagnata dal rettore Alberto Lolli, ha visitato il Collegio Borromeo e Horti, il parco che accoglie habitat naturali e arte contemporanea, aperto ai visitatori. Esempi della capacità di un territorio di proporre un’offerta articolata. Eppure i nostri flussi turistici restano tra i più bassi. «La provincia di Pavia ha già una forte identità ed è dotata di importanti ricchezze, ma in passato è stata poco promossa. Per questo intendiamo attuare iniziative di marketing territoriale, investire sul turismo lento, sostenibile e spirituale. Senza dimenticare le vie dei sapori, in quanto Pavese, Oltrepo e Lomellina danno tanto anche sotto l’aspetto dell’enogastronomia. Si devono valorizzare le eccellenze che rendono peculiare questa provincia che è molto diversificata e, per farlo, diventa fondamentale puntare sull’identità territoriale che garantisce credibilità. Il visitatore arriva e torna se c’è credibilità». Cosa manca? «Qui non bisogna creare nulla di nuovo, ma sfruttare ciò che si possiede. I dati del 2025 sul turismo mostrano il segno più, con 298.396 arrivi nel 2025, 19.715 in più rispetto all’anno precedente, e con 646.788 presenze, 56.921 in più, anche se i turisti stranieri si fermano a circa il 33%. Le strutture extralberghiere sono preferite dal 56% dei visitatori, mentre l’analisi di 106mila tracce digitali indica che arriva all’86,4% il gradimento nel confronti della provincia di Pavia, con un aumento dello 0,9% rispetto al 2024. E il sentiment vede in testa il complesso monumentale della Certosa». Resta la necessità di superare una forte frammentarietà, toccata con mano durante l’incontro con amministratori e associazioni che le hanno rivolto diverse richieste. Come si può superare questa frammentazione? «Alcune istanze riguardano altri assessorati che intendo coinvolgere per fare sinergia. In ogni caso la Regione si propone di costruire una regia unica proprio per fare sistema e sanare la spaccatura interna che segna questa provincia. Bisogna fare rete e aggregazione per riuscire a crescere». Merlino: «Mancano collegamenti efficienti. L’Oltrepò così paga la chiusura dei ponti» «I dati su Pavia ci consegnano un quadro molto chiaro: il capoluogo registra un risultato positivo, ma il resto della provincia continua a esprimere numeri ancora troppo bassi rispetto alle sue potenzialità». Il presidente di Confcommercio e di Federalberghi Giovanni Merlino punta l’indice sul 32 per cento di presenze turistiche a Pavia e spiega: «Se si aggiungono anche alcuni Comuni limitrofi al capoluogo, l’area pavese arriva a rappresentare una quota molto significativa, evidenziando una fragilità del territorio nel suo insieme. Su questo dobbiamo lavorare con decisione. L’Oltrepò, ad esempio, è un territorio straordinario, ma servono strutture adeguate, collegamenti efficienti, servizi e una proposta capace di essere semplice da raggiungere. Oggi le difficoltà di collegamento, aggravate anche dalla situazione dei ponti, rischiano di penalizzare un’area che invece potrebbe diventare uno dei principali motori di sviluppo della provincia». Segno rosso anche per le presenze straniere, «un limite che va superato», e sui dati che mostrano come nei mesi tradizionalmente più forti, come dicembre, il territorio soffre. Il presidente ricorda che, per quanto riguarda il turismo, la provincia di Pavia pesa sul Pil regionale solo per il 4 per cento, contro l’11,5 per cento delle altre province. «Il turismo oggi incide ancora troppo poco rispetto alla media lombarda. Anche solo riuscire a raddoppiare questo peso significherebbe generare nuova ricchezza per le imprese, per il commercio e per l’occupazione. Perché il turismo non riguarda solo alberghi e strutture ricettive. È direttamente collegato al commercio, che oggi soffre in modo evidente. Puntare su questo settore significa riportare persone nei centri storici, sostenere le attività economiche, aumentare la sicurezza percepita».