“I tornei mi hanno detto che non è più permesso”, ha spiegato la tennista di Istanbul all'agenzia Anadolu Ajansi. “C'è stata una discussione con gli organizzatori: perché la bandiera dell'Ucraina è consentita e quella palestinese no? Quando ci hanno risposto con fermezza che non l'avrebbero permessa, ho iniziato ad attaccare alla mia racchetta un antivibrante con il simbolo dell'anguria. Su quello non possono dirmi nulla”. Sönmez è stata eliminata al secondo turno da Claire Liu con il punteggio di 7-5 6-3, ma la sua dichiarazione ha continuato a rimbalzare nel mondo al di là dei risultati del torneo.Dal governo turco è arrivato in poche ore il sostegno pubblico del ministro dello Sport Osman Aşkın Bak, che su X ha scritto: “Siamo orgogliosi della nostra atleta Zeynep Sönmez, che pone al di sopra di tutto la coscienza, il coraggio e i valori umani. La sua nobile posizione, senza rimanere in silenzio di fronte al dramma umanitario in corso in Palestina, ha dimostrato una volta di più che lo sport non è solo competizione, ma anche portatore di valori universali”. Sönmez non è la sola tennista ad aver alzato la voce sul tema. Ons Jabeur, tunisina, ex numero 2 del mondo, ha detto in un'intervista ad Al Jazeera: “La guerra che c'è là mi spezza il cuore. Sin da giovani cerchiamo sempre, in qualche modo, di supportare la Palestina. Ci sono state persone che mi hanno detto di non parlarne e che probabilmente avrei rovinato la mia carriera”. Jabeur è anche ambasciatrice del World Food Programme e ha lanciato una campagna di raccolta fondi chiamata ServeForGaza.
Wimbledon, la Wta vieta la spilla pro-Palestina a Zeynep Sönmez. Lei mette un fermacorde a forma di anguria: “Su quello non possono dirmi niente”
La tennista turca, numero 51 del mondo, indossava da tempo una spilla come gesto di solidarietà con la Palestina. Gli organizzatori dei tornei gliel'hanno vieta









