L’IA sta cambiando il modo in cui vengono progettati i data center. Non solo perché aumenta la domanda di capacità di calcolo, ma perché porta più potenza nei rack, più calore da smaltire e più energia da far arrivare agli impianti. La crescita non si misura più soltanto in metri quadrati o in numero di server. Dipende dalla disponibilità di corrente, dalla qualità dei sottoservizi e dalla capacità degli impianti di raffreddamento di lavorare senza fermarsi.
È il terreno su cui opera Georg Fischer, multinazionale svizzera con oltre 200 anni di storia, attiva nell’impiantistica industriale e infrastrutturale. Nei data center GF porta sistemi di raffreddamento, soluzioni prefabbricate e supporto alla progettazione. Non il singolo componente da installare a valle, ma una parte dell’architettura impiantistica.
Per Enrico Lucchin, Business Developer Cooling and Data Center di Georg Fischer, il salto di densità impone di guardare ai data center in modo più concreto. Server, chiller, tubazioni, centrali termiche e rete elettrica non possono più essere letti separatamente. Soprattutto quando il raffreddamento a luquido porta acqua vicino ad apparati elettrici ad alta densità. “Parliamo di portare acqua a raffreddare qualcosa dove c'è corrente elettrica. La sicurezza di quello che proponi deve essere assoluta”, spiega Lucchin.








