Sarebbe un 30enne residente a Carmagnola la persona investita nella notte tra il 29 e il 30 giugno sull'autostrada Torino-Piacenza. Camminava da solo, dopo essere stato abbandonato dagli amici in una piazzola di sosta. Ci siamo fermati perché dovevamo fare la pipì avrebbero raccontato le persone che erano con lui - un uomo e due donne. Poi lo avrebbero perso di vista, lo avrebbero chiamato al cellulare senza ottenere risposta e invece di cercarlo o avvisare i soccorsi, sarebbero ripartiti in direzione di Torino. Come è avvenuto l'investimento mortale sull’A21 La tragedia è avvenuta nel tratto della A21 compreso tra Felizzano e il casello di Asti Est. Il giovane, di cui al momento non sono state diffuse le generalità, avrebbe cominciato a camminare sulla carreggiata anziché mettersi al sicuro dietro al guardrail o cercare una cabina di soccorso ed è stato investito, ripetutamente, da diversi mezzi in transito forse convinti di aver urtato un oggetto o un animale. Solo diverso tempo dopo è scattato l'allarme, lanciato da alcuni automobilisti, ma quando i soccorsi si sono messi in moto era ormai troppo tardi. I primi soccorritori si sono trovati davanti una scena raggelante, i resti del corpo disseminati lungo le corsie. A che punto sono le indagini della procura di Asti Gli agenti della stradale sono riusciti a identificare la vittima solo dopo giorni, grazie alle impronte digitali che hanno trovato riscontro nel database dei migranti e ora la procura disporrà gli esami del Dna. Il caso, coordinato dal pm Sara Paterno della Procura di Asti, presenta diversi lati oscuri. Non è escluso che il trentenne e i suoi amici avessero fatto uso di alcool o altre sostanze, ma perché l'uomo è stato lasciato da solo in piena notte? Si scava dietro l'ipotesi di un litigio o uno scherzo finito male. Una vicenda che ricalca da vicino quanto successo poco più di due messi fa a Simone De Fenza, 45enne di Asti travolto e ucciso da un tir davanti al casello di Villanova dopo essere stato lasciato a piedi da un amico - indagato con l'accusa di omicidio colposo - dopo un diverbio.