Il mistero dell’uomo travolto in autostrada, tra gli svincoli di Felizzano ed Asti Est, in direzione Torino, porterebbe a una verità disarmante. Un secondo caso di abbandono tra le corsie, a distanza di un paio di mesi, sempre sull’A21. «Ci siamo fermati perché voleva fare pipì. Il nostro amico è sceso dall’auto e poi lo abbiamo perso di vista. Adesso non risponde al telefono».

Abbandonato per strada La vittima sarebbe un trentenne di origine nordafricana, residente a Carmagnola. La testimonianza è stata raccolta dagli investigatori della Polstrada di Mondovì, coordinati dalla procura di Asti, impegnata a fare luce su questo giallo. Il fascicolo è affidato al pm Sara Paterno. Le prime ipotesi al vaglio parlano di un uomo lasciato in piena notte lungo una piazzola. Perché? Colpa di un litigio, di uno scherzo? O chissà che altro? Sono le domande a cui stanno cercando di dare una risposta gli agenti della stradale, dopo aver interrogato il gruppo di amici: due donne e un uomo, che viaggiavano con la vittima. La tragedia è avvenuta nella notte tra lunedì e martedì. I quattro erano in transito sull’A33, diretti a Torino. Un raccolto, definito «strampalato», a tratti grottesco, condito da dettagli ancora da chiarire. «Eravamo fermi sulla piazzola, a lato della carreggiata, e poi lui non si è più visto. Così siamo ripartiti». Nessuno dei tre avrebbe pensato di dare l’allarme e di chiedere aiuto alla Polstrada. L’allarme quando ormai era troppo tardi Certo è che l’allarme, nel cuore della notte, è stato dato da alcuni automobilisti, molto tempo dopo. L’uomo è stato colpito più volte e da più mezzi. I soccorritori hanno trovato pezzi di corpo disseminati lungo le corsie, in un ampio tratto di autostrada. L’identificazione è stata resa possibile grazie alle impronte digitali: il suo profilo è comparso nel database dei migranti. La procura disporrà anche accertamenti del Dna. Adesso resta da accertare i contorni di questa vicenda. I racconti dei tre non convincono del tutto gli investigatori.