Le capacità dell’AI sono cresciute rapidamente negli ultimi anni, ma nessuno nella comunità dei matematici si attendeva un risultato così clamoroso come quello raggiunto da un chatbot di proprietà di OpenAI.
Il 20 maggio, l’azienda di San Francisco ha annunciato sul suo sito di aver falsificato una congettura geometrica formulata nel 1946 da Paul Erdős, matematico ungherese tra i più importanti di sempre. La soluzione da lui proposta al problema della distanza unitaria (unit-distance problem) è sempre stata ritenuta corretta, ma nessuno finora era stato in grado di provare definitivamente se fosse davvero la migliore possibile: è in questi casi che in matematica si parla di congettura.
La nuova soluzione proposta da OpenAI è stata verificata in modo indipendente da altri matematici, che ne hanno confermato la validità, ma ancora più sorprendente è il modo in cui questa soluzione è arrivata.
Non è insolito che oggi i matematici oggi si rivolgano all’AI per controllare se un procedimento elaborato da un ricercatore umano contiene degli errori, non diversamente da come un giornalista chiede a un sistema automatizzato di eliminare i refusi da un testo scritto di suo pugno. OpenAI non ha fornito tutti i dettagli su come è arrivata alla nuova soluzione, ma ha dichiarato che per ottenerla è stato sufficiente un solo prompt, formulato come una domanda aperta e non come richiesta di provare la veridicità o la falsità della congettura di Erdős.







