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Tommaso D’Orazio saluta Cosenza con amarezza, ma senza rancore. Dopo la scadenza del contratto al 30 giugno, il difensore abruzzese non è più un tesserato rossoblù e affida a un’intervista il suo bilancio umano e professionale di un’esperienza intensa e ricca di momenti esaltanti e dolorosi.

«Mi aspettavo che la mia avventura a Cosenza finisse, ma non in questo modo, sono ancora un po’ deluso. Mi sarebbe piaciuto chiudere con un saluto ai tifosi e a tutte le persone conosciute in questi anni. Avrei voluto un’uscita diversa, più degna del mio percorso». Il legame con la piazza, del resto, è stato profondo. Non a caso l’esterno sottolinea con orgoglio il traguardo personale raggiunto in maglia rossoblù. «Per me significa tanto essere nella top ten dei recordman del Cosenza», spiega. «Ho dato tanto a questa maglia e ho ricevuto altrettanto. Restare nella storia è qualcosa che non si cancella».

Nel ripercorrere gli anni trascorsi, D’Orazio non ha dubbi: «Il momento più bello è stato sicuramente la promozione in Serie B», racconta. «Davanti a 20 mila persone, con quell’entusiasmo, con tutte le componenti giuste al posto giusto, è stato qualcosa di straordinario. Emozioni che non si dimenticano». Accanto alla gioia più grande, però, c’è anche il punto più basso della sua esperienza cosentina. «Il momento peggiore è stato la retrocessione, un’annata maledetta, finita nel peggiore dei modi. Abbiamo provato a rimediare, ma non ci siamo riusciti». Uno dei passaggi più delicati dell’intervista riguarda il suo scarso impiego da febbraio in poi. D’Orazio sceglie toni misurati, ma lascia trasparire il rammarico.