Sappiamo cosa state pensando. State pensando che se si fronteggiano i gatti contro le alici, l’elemento fondamentale è il fattore campo. Fuori dall’acqua, specialmente se i gatti sono normalmente in forma e le alici compresse in una scatoletta piena d’olio, la partita sarà noiosa e brevissima. Dentro l’acqua, specialmente se si tratta del tipo d’acqua tradizionalmente frequentato dalle alici, la partita non avrà certamente luogo e le alici vinceranno a tavolino per 3-0, perché non si è mai visto al mondo un gatto tuffarsi sua spontanea volontà in mare. Così avrete forse già intuito che con i “Gatti” e le “Alici” del titolo intendiamo qualcosa di diverso dal solito, anche se non sapremmo spiegare a dovere cosa.
Certo, un po’ c’entreranno anche i Mondiali di calcio che si stanno giocando dall’altra parte dell’Atlantico, ma lo sapete bene, non è che noi si sia tifosi sfegatati dello sport nazionale. Certo, ci vantiamo ancora di una clamorosa vittoria in una partita di quasi mezzo secolo fa in cui si fronteggiavano le compagini Studenti vs Professori del glorioso Istituto di Fisica dell’università di Torino (la squadra degli studenti si chiamava Atletico Piones, risultato finale 4-0, fotocronaca disponibile a richiesta), ma vabbè, non è che questo ci dia automaticamente la patente di calciofili. Fatto sta che proprio di calcio tratta i problema pubblicato questo mese su Le Scienze, che qui tosto riassumiamo.






