Lo studio dentistico, ospitato in una villetta a schiera di recente costruzione in via Del Pozzo a Piasco, ha le imposte chiuse. La targa sul muretto di cinta riporta il nome della dottoressa Angela Rovera, che, oltre ad avere qui il proprio studio, vive anche nello stesso edificio, come riportato dal citofono. Originaria di Busca, la dottoressa ha scelto di proseguire l’attività del padre, prima dentista e poi medico di medicina generale, nel paese della valle Varaita dove lui ha esercitato fino alla pensione. E da qualche anno ha trasferito qui anche la residenza. Ha fatto parte del direttivo dell’Andi, l’Associazione nazionale dentisti italiani, ricoprendo anche la carica di segretario nazionale.
La controversia con il marito Il 29 marzo Angela è partita per l’Arabia Saudita assieme al marito, di nazionalità saudita, e alla figlia di 2 anni. La destinazione era Taif, città di mezzo milione di abitanti a circa 60 km da La Mecca. Un centro incastonato tra le montagne, a 1.800 metri di altitudine, scelto come residenza estiva della famiglia reale proprio per il clima più mite, ma anche importante polo agricolo e città ricca di storia. Il rientro era programmato per il 10 aprile.
La donna e la bambina di due anni, invece, non hanno più potuto lasciare la città. Da allora sono bloccate in Arabia Saudita a causa di un contenzioso con il marito e padre della piccola, Ali Alzaharani, anch’egli laureato in Igiene orale, che avrebbe sottratto il passaporto alla donna, impedendole così di lasciare il Paese. L’impegno diplomatico e delle istituzioni Una vicenda intricata e delicata che, dopo le prime iniziative sul piano legale, è ora arrivata a coinvolgere le Ambasciate e il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani. «Siamo consapevoli della delicatezza della vicenda e delle difficoltà che caratterizzano casi di questa natura - ha dichiarato la sindaca di Piasco, Stefania Dalmasso -. In queste situazioni si intrecciano profili di diritto internazionale, tutela dei minori e rapporti diplomatici tra Stati. Per questo desidero manifestare la piena fiducia nell’operato del Ministero degli Affari Esteri, dell’Ambasciata d’Italia a Riad e di tutte le istituzioni italiane coinvolte. Siamo profondamente preoccupati per la situazione della nostra concittadina e della figlia, attualmente trattenute in Arabia Saudita nell’ambito di una complessa controversia familiare. Siamo certi che continuerà a essere assicurato il massimo impegno diplomatico e istituzionale affinché siano tutelati i diritti, la sicurezza e il benessere di mamma e figlia, nella prospettiva di una soluzione della vicenda nel più breve tempo possibile e nel pieno rispetto dell’interesse superiore della minore». Una comunità profondamente scossa Da quando si è diffusa la notizia che la donna bloccata in Arabia Saudita è la dottoressa Rovera, la comunità di Piasco è rimasta scossa. Giancarlo Panero, sindacalista piaschese ed ex presidente dell’Inas (Istituto Nazionale Assistenza Sociale), ha telefonato a Gianluca Lodetti, ex direttore dell’Inas e oggi vicesegretario generale del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, affinché porti il caso all’attenzione del ministro Tajani. Anche il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e l’assessore regionale Marco Gallo, ex sindaco di Busca, stanno seguendo con la massima attenzione il caso. «Ho contattato direttamente Tajani - riferisce Cirio -, che mi ha confermato come la Farnesina stia seguendo con molta attenzione la vicenda. Sono in corso interlocuzioni con il ministero degli Esteri dell’Arabia Saudita affinché sia garantita un’adeguata tutela alla minore e si possa pervenire al più presto a una soluzione positiva con il rientro di madre e figlia in Italia».








