Bologna, 3 luglio 2026 – Ni hao, bóluòníya è una frase che potremmo sentir pronunciare sempre più spesso. Dai tortellini ai ravioli jiaozi, dalle Due Torri alla Grande muraglia cinese, dal Santuario di San Luca all’Esercito di terracotta: la lista è lunga. Se ne parla già da un po’, senza contare la recente missione istituzionale del sindaco Matteo Lepore in Cina per la mostra dedicata a Giorgio Morandi: il volo Bologna-Shanghai presto diventerà realtà. L’obiettivo è essere pronti per l’estate del prossimo anno, come confermano direttamente i vertici del Marconi.

L’assist di Tajani: “La Cina va seguita con grande attenzione”

L’ultimo assist è arrivato da Antonio Tajani, ministro degli Esteri, che ieri all’università Luiss di Roma ha parlato di una politica estera che deve essere “forte”, ribadendo l’impegno verso una Cina che va “seguita con grande attenzione”. Poi ha aggiunto: “Abbiamo favorito l’incremento dei voli da Shanghai e da Pechino su Venezia e stiamo lavorando per favorire anche il volo su Bologna, sia per andare, ma anche per accogliere i cinesi”. La palla è arrivata tra le mani di Enrico Postacchini, presidente dell’aeroporto: “Di concreto ancora non c’è nulla, ma siamo davanti a un passaggio molto rilevante e per questo il ministro Tajani è sceso in campo: lo ringrazio davvero. Mi ha fatto piacere, anzi: non me lo aspettavo. Si lavora per l’estate 2027, anche se tra il dire e il fare c’è di mezzo l’Oceano. Ma, d’altra parte, su Venezia i risultati ci sono già stati...”.