TORONTO. Per Cristiano Ronaldo l’ultimo ballo ai Mondiali prosegue. A salutare è la Croazia e, per l’ultima volta nella competizione, Luka Modrić. I lusitani vincono 2-1 con un finale al cardiopalma, che ha generato diverse proteste da parte dei croati per un gol annullato dal Var all’ultimo secondo – dopo un recupero di quasi 20 minuti – al difensore Joško Gvardiol vista la posizione di offside del compagno Mario Pašalić. Nella cornice dello stadio di Toronto, questa partita fin da subito è apparsa uno scontro storico tra i due grandi campioni – compagni di squadra e di trionfi al Real Madrid – per accedere agli ottavi di finale. CR7 corre poco, aspettando in area la palla giusta, mentre attraverso Modric passa tutto il gioco croato. Il fisico non è più quello di un tempo per entrambi, ma il carisma è ancora intatto. Chi fa la partita con insistenza sono i lusitani, che schierano in campo Rafael Leão anziché João Félix, puntando sul suo scatto per bucare la difesa della Croazia. I croati sono solidi e aspettano ogni minimo errore per ripartire e cogliere in fallo gli spavaldi portoghesi, i quali snodano una fitta e sterile rete di passaggi – più del doppio dei croati – per cercare il vantaggio. Ronaldo si sbatte, ci prova, ma si nota che gli manca quel millesimo di secondo che, ai tempi d’oro, lo rendeva un’arma letale in area. Il campo, a questi livelli, non lo nasconde. Nel primo tempo, il Portogallo va vicino al gol in diverse occasioni, ma senza sbloccare lo 0-0. La sensazione è che la Croazia, a furia di resistere e resistere, possa riuscire nel colpo gobbo. Ci è riuscita spesso nel 2022, come contro il Brasile, perché non crederci anche ora? Lo spartito è sempre lo stesso anche nel secondo tempo. E, alla fine, arriva Ivan Perišić che non perdona. Schierato terzino, il 37enne si fa trovare libero in aria – su un cross di Stanisic non intercettato dalla difesa lusitana – e non lascia scampo a Costa. Il Portogallo è gelato; Ronaldo prova a spronare i suoi, ma senza esito. Leão fa tremare la traversa, dimostrando che la fortuna non è dalla sua. I lusitani continuano ad attaccare, mentre i croati con calma ripartono e solo una bella parata di Costa evita il 2-0. Poco prima è il guardalinee a bloccare il doppio vantaggio. Roberto Martínez le prova tutte, con un quadruplo cambio che schiera Bernardo Silva, Gonçalo Ramos, Nelson Semedo e Francisco Conceição. Leao resta in campo, nonostante tutto. Tutti in avanti per cercare un gol. Un pareggio che, alla fine, lo regala Vlasic ai lusitani, commettendo fallo da rigore su Veiga, placcato goffamente in area dal giocatore del Torino. Sulla palla va Ronaldo che, ineluttabile, segna. Tutto è riaperto, mentre CR7 si converte nel marcatore più anziano di sempre a segnare in una partita della fase a eliminazione. Tra l’altro il rigore è stato il suo primo gol in una partita dentro-fuori di un Mondiale. Il pareggio non ha tolto la forza alla Croazia, che ha sempre la beffa pronta in canna, come quando colpisce un palo. Arriva il momento che non ci si aspetta: Ronaldo viene sostituito. Lo stadio protesta, i telefonini iniziano rapidamente a filmare quella che potrebbe essere l’ultima apparizione mondiale del campione. Ma l’allenatore Martínez non guarda in faccia a nessuno e spera che Gonçalo Ramos possa essere più letale in area, aggiungendo un giocatore come Rúben Neves alla schiera dei crossatori portoghesi. Ed è proprio il nuovo acquisto del Milan che, al quarto minuto di recupero, ripaga la fiducia di Martínez, insaccando di testa su assist di Leão. Sì, proprio lui. Dalle parti di Milanello saranno di sicuro contenti. Con dieci minuti di recupero, che diventano infine quasi venti, succede di tutto. A tempo già scaduto, Gvardiol segna. Sembra il preludio dei supplementari con annessa invasione di campo dei calciatori croati per festeggiare. Il ballo tra Ronaldo e Modric pare destinato a proseguire. Colpo di scena: Pašalić nel momento del gol è in offside per via di un minimo tocco da parte della punta Matanovic, che sfiora la palla, spedendo in fuorigioco il compagno di squadra. A svelare il tocco non è l’arbitro, bensì i sofisticati sensori del pallone che segnalano il micro tocco di Matanovic. Il Var annulla tra grandi proteste croate, ma la tecnologia non mente. Senza il tocco dell’attaccante, la posizione di Pašalić sarebbe stata valida quando ha servito la palla per il gol di Gvardiol. Il Portogallo, alla fine, vince. Meritatamente? Più no che sì. Ma anche questo è il calcio. Mentre per Ronaldo, le danze proseguono, per lo meno fino a lunedì prossimo, con il derby tutto iberico contro la Spagna. Ladies & Gentlemen, le luci mondiali sul grande campione non sono ancora spente. Il tabellino: Portogallo (4-2-3-1) Costa 6,5; Cancelo 5,5 (18’ st Ramos 7,5); Días 5; Veiga 6; Mendes 6,5; João Neves 6; Vitinha 5 (Silva 17’ st 6); Neto 5,5 (18’ st Conceição 6,5); Fernandes 6 (18’ st Semedo 6) ; Leão 6,5; Ronaldo 6,5 (36’ st Rúben Neves 6) C.t.: Roberto Martínez 6,5 Croazia (4-2-3-1) Livaković 6,5; Perišić 7,5; Pongracic 6; Šutalo 6; Stanišić 6; Modrić 7; Kovačić 5,5 (51’st Kramaric sv) ; Baturina 5,5 (18’ st Pašalić 6,5) ; Sučić 6; Vlašić 5,5 (45’ st Gvardiol 6,5) ; Budimir 5 (1’ st Matanovic 5) C.t.: Zlatko Dalić 6 Arbitro: Espen Eskas (Norvegia) 6 Reti: 8’ st Perišić; Ronaldo 23’ st (rigore), 49’ st Ramos Ammoniti: pt 17’ Días ; st 14’ Modrić, 53’ Perišić
Il Portogallo supera al cardiopalma la Croazia. Prosegue il Mondiale di Ronaldo, ma solo i sensori del pallone lo salvano
A Toronto è andato in scena lo scontro tra i due grandi del calcio: Ronaldo vs Modric. Alla fine la spunta il lusitano, ma i croati escono a testa altissima










