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Ruggiero Corcella

Dopo la polemica sui cinque decessi citati il 30 giugno, l'Organizzazione mondiale della sanità risponde alle domande del Corriere. Il riferimento «si basa su notizie pubblicate dai media italiani il 25 giugno», mentre le stime della mortalità in eccesso arrivano solo con dati consolidati

È iniziato tutto lunedì 30 giugno, nel pieno della più intensa ondata di calore dell'estate. In una nota dedicata all'emergenza climatica che sta investendo l'Europa, il direttore dell'Ufficio regionale europeo dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Hans Kluge, ha descritto la pressione sui sistemi sanitari dei diversi Paesi, ricordando che in Francia le chiamate ai servizi di emergenza sono aumentate fino al 50% in alcune città, che in Spagna sono già stati stimati oltre 300 decessi in eccesso correlati al caldo e che «l'Italia ha segnalato cinque decessi in 24 ore».La replica italiana è arrivata poche ore dopo. Interpellata dall'Ansa, Maria Rosaria Campitiello, capo della Direzione generale della Prevenzione del Ministero della Salute, ha contestato quel dato: «A noi attualmente non risultano questi decessi». Secondo il Ministero, il monitoraggio italiano si basa sui dati reali trasmessi dai Comuni, mentre «l'Oms fa una conta in proiezione statistica». Una divergenza che ha alimentato la polemica sul numero delle vittime attribuibili al caldo estremo. Tanto più che l'Oms stessa, il 28 giugno, aveva diffuso una stima da brividi: «Dal 21 giugno sono stati registrati più di 1.300 morti in eccesso legati alle alte temperature in Europa».