di

Rinaldo Frignani

Roma, festa con botti e fumogeni. L’intervento dei vigili: il caos e gli arresti

La notte di Capodanno avevano scatenato il panico facendo scoppiare bombe carta in mezzo alle auto incolonnate nel traffico sotto il ponte degli Annibaldi, davanti al Colosseo. Una festa rovinata dai «maranza» romani, in parte provenienti dai centri di accoglienza per minori richiedenti asilo, altri giovani di seconda e terza generazione, figli di immigrati nordafricani ormai integrati da anni.

Qualche settimana più tardi, sempre sulla terrazza di largo Gaetana Agnesi, uno dei luoghi simbolo attorno all’Anfiteatro Flavio scelto dai turisti e dagli sposi che vogliono farsi fotografare con il monumento più famoso del mondo sullo sfondo, alcune decine di giovani erano stati coinvolti in una maxi rissa con gruppi di coetanei romani che avevano organizzato una spedizione punitiva dopo un commento volgare ricevuto dalla fidanzata di uno di questi ultimi. Erano seguite raffiche di arresti dei carabinieri, intervenuti anche con i paracadutisti del 1° Reggimento Tuscania, e la situazione sembrava sotto controllo.