"Andate via, uscite di qui". Con lo sguardo gelido e un sorriso appena accennato, un cittadino cinese sulla quarantina ci intima di allontanarci dal casolare di via del Coderino 17.
A circa 800 metri dal Centro diurno e a poca distanza dall’ex discarica si estendono i 14,5 ettari di orti cinesi illegali sequestrati dalla Procura di Prato. I sigilli giudiziari sventolano tra le serre, all’interno delle quali crescono zucchine e altri ortaggi.
Coltivazioni realizzate su terreni ritenuti insalubri, dove gli investigatori hanno rinvenuto rifiuti plastici, ferrosi e lignei. Verdure destinate, secondo gli accertamenti, a rifornire ristoranti e supermercati del territorio. L’attività investigativa della Procura, condotta anche con l’ausilio di droni, era finalizzata soprattutto a verificare le condizioni di lavoro all’interno delle coltivazioni.
Oltre ai 14,5 ettari di terreni, è stato sequestrato anche il casolare all’inizio di via del Coderino, dove, secondo l’ipotesi investigativa, venivano alloggiati i lavoratori cinesi impiegati negli orti. L’edificio è stato ritenuto privo dei requisiti minimi di abitabilità e caratterizzato da condizioni igieniche precarie. All’interno sono stati trovati evidenti segni di una presenza recente, tra cui stufette elettriche, vestiti e altri effetti personali. Alcuni lavoratori sarebbero stati impiegati senza regolare contratto e uno degli orti avrebbe proseguito l’attività nonostante un provvedimento di sospensione emesso nel 2023. Durante l’operazione sono state inoltre sequestrate 2.400 buste di plastica per la spesa ritenute non conformi alla normativa sulla biodegradabilità e compostabilità.







