Al Parlamento europeo di Bruxelles, in questi giorni, l’artista Alessandro Bergonzoni ha presentato il suo “Tavolo delle trattative” (vedi Avvenire di giovedì 2), un tavolo sorretto dalle protesi che i medici di Emergency sono costretti a impiantare in corpi martoriati, oggi soprattutto a Gaza.
Un richiamo forte a immedesimarsi nella sofferenza delle vittime e a impegnarsi di fronte a questo dolore indicibile per arrestare tutte le cinquanta guerre in corso.
L’opera è intitolata “Il Tavolo delle trattative” proprio per mostrare come la guerra si possa vincere solo con il ritorno alla fiducia e alla diplomazia.
Dall’abisso in cui siamo caduti si può uscire solo ripensando politicamente e culturalmente il sogno della pace.
Come farlo nel mondo martoriato di oggi è diverso da quanto si era immaginato durante la Guerra Fredda, quando il pacifismo, promosso da Albert Einstein e da Bernard Russel, era concentrato sulla prevenzione di una possibile guerra nucleare tra le superpotenze.






