Svuotare, dopo il piano -7, anche il -8: un’operazione che partirà a breve e che potrà essere completata nel giro di un mese o poco più - questi i tempi previsti -, in vista del futuro sopralluogo da parte dei vigili del fuoco e, in seguito, dei consulenti tecnici, una volta che l’area sarà stata dichiarata accessibile e senza rischi per chi deve scendere là sotto.

Questo il prossimo passaggio dell’inchiesta sulla strage del 9 aprile 2024 nella centrale idroelettrica Enel Green Power di Bargi, sul lago di Suviana, quando, durante un collaudo esplose una turbina uccidendo sette persone - tutti tecnici specializzati. In questi giorni, intanto, si sta procedendo con la messa in sicurezza del piano -7 - lavori di adeguamento e di bonifica - per evitare che possano verificarsi eventuali crolli o qualunque tipo di pericolo quando gli esperti dovranno calarsi sotto terra.

Nel frattempo, sono in corso le analisi su alcuni dei materiali recuperati, tra cui anche i pezzi dell’alternatore che dovrebbe essere quello del gruppo 2, collassato durante il collaudo della turbina. I materiali sono stati sottoposti a sequestro probatorio dalla Procura il mese scorso assieme al piano -7 della centrale e trovati sulle parti del pavimento (sempre del piano -7) che non sono crollate, altri frammenti sono stati trovati conficcati nei muri. Come custode di tutto ciò che è stato sequestrato è stato nominato Fabio Marcenaro, responsabile dell’unità territoriale di Enel Green Power. Sull’esplosione del 9 aprile 2024 è in corso un’inchiesta per disastro colposo, omicidio colposo plurimo sul lavoro e lesioni colpose sul lavoro, affidata alle pm Morena Plazzi, Michela Guidi e Anna Sessa.