I dati del ministero: accessi al pronto soccorso normali. 1697 morti in più. La differenza città per città. La discrepanza con l'Oms spiegata

Il caldo record ha avuto un impatto contenuto sulla mortalità nelle città. Con una sola eccezione: Torino. Dove i decessi sono aumentati del 35%. I dati del ministero della Salute, dopo la polemica con l’Oms, spiegano cosa è successo in Italia durante la prima ondata di calore di quest’estate, che ha colpito l’intera Europa. In totale i morti in più rispetto a quelli attesi sono stati 103 in venti città. I dati riguardano il periodo tra il 18 e il 29 giugno e sono preliminari. Gli accessi in 49 pronto soccorso in otto città non mostrano un incremento significativo.

Caldo record, l’incremento di morti nelle città

Le morti totali, spiega oggi Repubblica, sono state 1697. Con una crescita del 6% rispetto alle 1594 attese. A Torino da 239 siamo passati a 322: 83 in più, in crescita del 35%. Invece a Milano sono state 307 e 17 in più con una crescita del 6%. A Genova sono 9 in meno, per un calo del 17%. Anche a Bologna gli stessi numeri ma con un calo del 9%. In crescita Firenze (111 morti, +8%) e in calo Roma (449, -3%). Infine c’è Bari con 56 morti e il 22% in più di decessi. A Perugia la crescita percentuale è stata la stessa di Torino ma l’incremento è stato “solo” di 16 morti. A Venezia addirittura 19 morti in meno, in calo del 31%.