Nelle telefonate che sto ricevendo, nei messaggi, nelle parole delle persone che incontro in strada, mi sembra quasi di vivere in anticipo quello che sarà quando non ci sarò più. Spero che accada il più tardi possibile, naturalmente, ma non lo so. Però ho capito che, mettendo tutto sul piatto della bilancia, nella mia vita ho fatto più del bene che del male», dice Clemente Mastella, e la sua voce lascia trasparire l’emozione che attraversa l’animo del settantanovenne sindaco di Benevento, il cavallo di razza di tante battaglie che dopo aver appena festeggiato le nozze d’oro con la politica affronta la sfida più dura, quella contro il tumore. «Ho iniziato la cura. Mi dicono che si può guarire. Aspettiamo», spiega poco dopo aver confessato pubblicamente la malattia, nella basilica della sua città, alla festa della patrona, la Madonna delle Grazie, con la commovente richiesta di pregare per lui.
Perché ha deciso di raccontare quello che sta attraversando in questo momento, sindaco Mastella?
«In realtà non era quello che volevo. Però, quando l’arcivescovo don Michele Autuoro ha parlato della vicinanza a chi sta male e soffre, si è creato uno stato emotivo molto particolare. Ho pensato che potesse essere importante dire a queste persone: “Guardate che anche io sto male, spero di farcela”, per dare un senso alla loro sofferenza».










